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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Falso Made in Italy in Russia, dopo l'embargo persi 850 milioni

di Roberto Esse

Presto sulla tavola di Vladimir Putin e dei suoi connazionali potrebbe ritornare la Mozzarella di Bufala Campana Dop. La visita del presidente delle Repubblica Sergio Mattarella e prossimamente anche del presidente del consiglio Gentiloni, potrebbe contribuire a rasserenare i rapporti con la Russia e di conseguenza contribuire a fare cessare il pesante embargo contro il Made in Italy.L’embargo sul made in Italy dura ormai da due anni ed otto mesi, fu la risposta a sanzioni statunitensi ed europee ed ha danneggiato seriamente molti comparti italiani.

Non arrivano più prodotti importanti come frutta e verdura, formaggi, carne e salumi. Il decreto n.778 del 7 agosto 2014 ha arrecato danni per 850 milioni di euro. Anche perché al divieto di accesso a questi prodotti si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni in tutto l'agroalimentare e anche negli altri settori, dalla moda fino alle auto, in cui era tradizionalmente forte la presenza italiana.

Nel 2016 le esportazioni italiane totali - sottolinea la Coldiretti - in Russia diminuite di un ulteriore 5,3% scendendo al minimo storico da almeno un decennio. La guerra commerciale con la Russia ha colpito duro interrompendo bruscamente una crescita travolgente delle esportazioni agroalimentari italiane verso la Russia, che nei cinque anni precedenti il blocco erano più che raddoppiate in valore (+112%).

Nel frattempo in Russia è esploso un mercato parallelo del “falso” Made in Italy. In pratica sulla tavola dei connazionali di Vladimir Putin (e non è escluso proprio sulla sua) è stato tutto un susseguirsi di pranzi a base di Salame Italia, Mozzarella “Casa Italia”. Disponibili anche l’insalata “Buona Italia” e  la Robiola Unagrande, ma anche la mortadella Milano, Parmesan o burrata tutti rigorosamente realizzati in Russia.

In effetti alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia si sommano quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Il rischio - conclude la Coldiretti - riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. In alcuni casi i piatti sono spariti dai menu mentre in altri sono stati sostituiti da tarocchi locali o esteri senza però che ci sia nella stragrande maggioranza dei ristoranti una chiara indicazione nei menu.