A che età si può andare in pensione? Ecco la Guida con tabelle semplificative

Quali i requisiti di età per poter accedere alla pensione di vecchiaia ordinaria o anticipata

La pensione di vecchiaia è un trattamento previdenziale, sostanzialmente un "salario differito", poichè il lavoratore durante la sua vita attiva rinuncia ad una quota della retribuzione per garantirsi una rendita per quando non sarà più in grado di lavorare.

Questa prestazione economica a domanda, viene erogata ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all'assicurazione generale obbligatoria (AGO) ed alle forme esclusive, sostitutive, esonerative ed integrative della medesima, nonché alla Gestione separata che abbiano raggiunto l'età stabilita dalla legge e perfezionato l'anzianità contributiva e assicurativa richiesta.

I contributi versati nel corso della vita lavorativa determinano, alla fine di questa, una rendita mensile il cui importo dipende dal numero e dall'entità dei contributi.

Diversa è invece la c.d. pensione anticipata, una forma di pensionamento anticipato per chi raggiunge un numero di anni di contribuzione più elevato.

Quando spetta

Nel corso degli anni si suono susseguite diverse riforme che hanno coinvolto il mondo delle pensioni e modificato i requisiti per potervi accedere, ossia un'età determinata e un minimo di anni di contributi.

A decorrere dal 1° gennaio 2012, i soggetti in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 potranno conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia esclusivamente in presenza di un'anzianità contributiva minima pari a 20 anni, costituita da contributi versati o accreditati a qualsiasi titolo; l'età anagrafica richiesta, invece, è stata fissata dalla Legge Fornero (D.L. 201/2011). Per l'accesso alla pensione di vecchiaia è richiesto il possesso dei seguenti requisiti anagrafici:

a) lavoratrici dipendenti assicurate al FPLD dell'AGO, nonché assicurate al Fondo FS e al Fondo quiescenza Poste:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 62 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 62 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 63 anni e 9 mesi

dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 65 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi

b) lavoratrici autonome e gestione separata:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 63 anni e 6 mesi
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013 63 anni e 9 mesi
dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015 64 anni e 9 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017 66 anni e 1 mese
dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi

c) lavoratori dipendenti iscritti all'AGO ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 66 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 66 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi

d) lavoratori autonomi e gestione separata:

dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012 66 anni
dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 66 anni e 3 mesi
dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 66 anni e 7 mesi
dal 1° gennaio 2019 66 anni e 7 mesi

La Legge Fornero ha inasprito il requisito di età che nei prossimi anni è destinato ad aumentare in automatico: infatti, secondo le regole attuali, i requisiti minimi anagrafici o contributivi per il pensionamento dovranno essere adeguati periodicamente alla speranza di vita. Il prossimo adeguamento riguarderà il 2019 – 2020 per poi passare alla cadenza biennale.

In caso vi fossero decrementi nella speranza di vita, lo scatto biennale potrebbe essere bloccato e, al contrario, se gli incrementi di vita risultano superiori alle previsioni, lo scatto potrebbe essere maggiore di quello previsto dalla Legge. Ad esempio, i dati dell'ultima indagine Istat, hanno registrato a febbraio un abbassamento dell'aspettativa di vita per gli Italiani nel 2019, dato che potrebbe determinare un mancato aumento dei requisiti di età previsti dalla Legge Fornero per raggiungere la pensione.

Per quanto riguarda la pensione anticipata, dal 1° gennaio 2016 fino al 31 dicembre 2018 il requisito contributivo per accedervi, indipendentemente dall'età anagrafica, è pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e a 41 anni e 10 mesi per le donne. Si tratta di requisiti applicati sia ai lavoratori dipendenti, che agli autonomi nonché ai lavoratori del pubblico impiego.

La pensione di vecchiaia, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l'assicurato ha compiuto l'età pensionabile, ovvero, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i previsti requisiti di anzianità assicurativa e contributiva, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti tali requisiti. Infine, in caso di pensione anticipata, questa decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata presentata la domanda

La pensione di vecchiaia, così come quella anticipata, decorre dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale l'assicurato ha compiuto l'età pensionabile. Il conseguimento della prestazione pensionistica richiede la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, mentre non è, invece, richiesta la cessazione dell'attività svolta in qualità di lavoratore autonomo.

Deroghe

Requisiti più leggeri rispetto a quelli previsti dalla Legge Fornero, sono possibili grazie alla Legge Amato (D.lgs. 503/1992), ancora valida, che consente si raggiungere la pensione di vecchiaia a chi sia in possesso di 15 anni di contributicollocati prima del 31 dicembre 1992; oppure di 15 anni di contribuzione versati in qualsiasi periodo congiuntamente al possesso di 25 anni di anzianità contributiva; oppure, infine, se vi è stata autorizzazione ai contributi volontari richiesta precedentemente al 31 dicembre 1992.

Potranno scegliere l'opzione contributiva ai sensi della Legge Dini (n. 335/95), invece, i soggetti in possesso di almeno 15 anni di contributi, di cui almeno 5 successivamente al 1995, privi dei requisiti della Legge Amato e in possesso dell'età minima per la pensione di vecchiaia.

Per chi è iscritto alla Gestione Separata e non possiede contributi versati precedentemente al 1996, esiste la c.d. pensione di vecchiaia contributiva che può essere ottenuta con un minimo di 5 anni di contributi da chi abbia almeno 70 anni e 7 mesi di età. Tuttavia, il trattamento viene calcolato totalmente ed esclusivamente con il sistema contributivo.

Anche i lavoratori, al raggiungimento di 60 anni e 7 mesi di età, e le lavoratrici, al raggiungimento di 55 anni e 7 mesi di età, con invalidità civile dall'80%potranno anticipare di 5 anni il momento della pensione. Sono esclusi i dipendenti del pubblico impiego.