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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Esplosione su vagone nella metropolitana di Londra. Venti feriti. La polizia: "E’ terrorismo"

Sono almeno venti i feriti dell'attentato di stamane a Londra. Era da poco trascorse le 8,20 quando improvvisamente è avvenuta un'esplosione nella metropolitana di Londra, alla stazione Parsons Green, vicino a Fulham.

La polizia inglese non ha dubbi: si tratta di un “atto terroristico”. Secondo i tabloid “un uomo armato di coltello” sarebbe ancora in fuga, notizia però non confermata dalla polizia.

La premier britannica Theresa May ha espresso vicinanza per i feriti e ha lodato la bravura e la velocità di reazione delle forze di sicurezza e ha convocato immediatamente una riunione d'emergenza del Cobra, il comitato di crisi del governo britannico.

L'esplosione pare sia partita da un cestino bianco, nascosto all'interno di una busta di supermercato lasciata in uno dei vagoni posteriori del treno. Sul posto dell'esplosione sono immediatamente giunte le squadre di soccorso, oltre ai vigili del fuoco e agli inquirenti, ma anche numerosi agenti armati. Le indagini sono state prese in consegna dall'antiterrorismo britannico.

Prima un forte boato con i passeggeri usciti di corsa dal treno poi lingue di fuoco che in pochi attimi hanno avvolto chiunque passasse.

Sono le prime testimonianze di molti viaggiatori che in molti si sarebbero feriti, calpestandosi, mentre tentavano la fuga disperata lungo le scale della metro.

Fonti investigative parlano di un ordigno rudimentale costruito in modo artigianale e non sembra estremamente potente, visti anche i danni limitati provocati sulla carrozza della “Tube”.

Qualche minuto dopo il deflagrare dell'ordigno subito è intervenuta l’unità di artificieri della Eod (Explosive Ordinance Disposal) per disinnescare un secondo ordigno, ma la polizia però non conferma la circostanza.

Il ministro degli Esteri britannico Boris Johnson, a lungo sindaco della Capitale ha lanciato un appello alla calma e a proseguire la propria vita come sempre.

Paura e timori dall'Italia sono stati in molti a chiamare a Londra preoccupati per i propri cari che lavorano nella city inglese.