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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

ESCLUSIVA. Riunione segreta tra Bossi e Pini: pronta la scissione nella Lega Nord. C’è già il nome

(pana)

Nella Lega Nord soffia il vento della scissione. Un vento che parte da Roma per arrivare nel profondo Nord. Nel cuore della Capitale, giovedì 9 novembre, al bar Giolitti, a pochi passi dal Parlamento, Umberto Bossi ha incontrato il vicepresidente del gruppo parlamentare del Carroccio Gianluca Pini, amico di Roberto Maroni e sostenitore di Fava al congresso contro Salvini. La riunione per pianificare l’addio dei bossiani si è svolta a Roma. E non a via Bellerio, dove comandano i salviniani. Il tema del confronto è l’ipotesi di una rottura con Matteo Salvini in vista delle elezioni politiche. La fronda bossiana si è riunita nello storico bar romano. Davanti a un  caffè: alle 10  e 30 è iniziato il summit. Pini è il più duro, non molla: “Bisogna rompere”, fondare un altro movimento autonomista. Ci sarebbe già un nome: “I decandentisti”. Bossi e Pini si confronto su pro e contro dell’operazione. Pini è sicuro di raccogliere adesioni in Piemonte e Lombardia mentre in Veneto l’ala del Senatur è scoperta. Il vicepresidente dei deputati leghisti non vuole perdere tempo, teme l’epurazione in vista delle politiche. Tra i due, il più moderato sembra proprio Umberto Bossi che spiega “Non consegno nelle mani di Salvini 30 anni di battaglie leghiste”. Bossi vuol provare a ricucire con il segretario del Carroccio. Ma Pini non ci sta, contesta la linea del leader della Lega, soprattutto l’ultima scelta di cancellare dal simbolo la scritta Nord: “Per un po' di deputati del Sud, Salvini sta dimenticando la storia della Lega”. Bossi non è convinto della scissione anche se Pini prova a convincerlo: “Ci seguiranno in tanti”. La riunione si scioglie verso le 11 e 30. Alle 12, Pini continua il giro di consultazione per sondare il terreno sull’ipotesi di una scissione: stesso bar, stesso tavolo. Manca Bossi che si è allontanato. Alle 12 e 30 comincia il secondo incontro di Pini con un altro parlamentare Marco Rondini, emiliano. Il mantra si ripete: Pini prova a capire le intenzioni dei parlamentari del Carroccio in caso di strappo ufficiale tra Bossi e Salvini. Chi sta con il segretario in carica del Carroccio. Chi invece è pronto a seguire lo storico leader della Lega Nord. Anche il secondo incontro si conclude senza una decisione. Alle 13, Pini incontra Giancarlo Giorgetti, il capogruppo del Carroccio alla Camera dei Deputati, vero braccio operativo di Matteo Salvini. A Giorgetti, il leader leghista ha affidato il compito di preparare le liste per le politiche. Pini vuole capire le intenzione, verificare ce ci sarà un riconoscimento nelle liste dell’ala bossiana o sarà un massacro. Al terzo incontro ritorna Bossi. Da un lato, lo scenario di una scissione, dall’altro, l’avvio di una trattativa tra Salvini e Bossi  sui posti in lista per evitare lo strappo finale.