Emergenza criminalità, Napoli 'nuovamente' caso nazionale. "Il ministro Salvini batta un colpo"

Scoppia il 'Caso Napoli' e diventa nuovamente emergenza nazionale. Per ora il Viminale tace nonostante l'invio di numerosi report investigativi e le notizie allarmanti di cronaca che rimbalzano fino ai piani alti del ministero dell'Interno. I 'mattinali' delle forze dell'ordine sembrano veri e propri bollettini di guerra.

Le cosiddette 'stese' - lo sparare all'impazzata - in giro per la città sono accadimenti non più straordinari. Se prima avvenivano di notte ora avvengono nel corso della giornata aumentando sensibilmente il rischio di colpire ignari cittadini.

Il fronte si allarga. Non solo San Giovanni a Teduccio, Barra e Pontielli, quartieri della periferia Est di Napoli, ma le fiamme criminali si estendono anche al Centro storico: dal rione Forcella a Piazza Mercato passando con scorribande nella centralissima via Toledo a ridosso dei Quartieri Spagnoli.

Brucia l'incendio e getta Napoli drammaticamene nell'inferno di una ripresa delle ostilità tra gruppi emergenti e vecchi clan decisi a riprendersi l'egemonia del controllo dei territori. L'ultimo raid è avvenuto ieri sera alle 21 in piazza Mercato.

La polizia ha recuperato 18 bossoli e si passano al setaccio i filmati di videosorveglianza disponibili nella zona. Nei giorni scorsi nel corso di un raid in via Vicaria Vecchia nel rione Forcella, strada in cui perse la vita nel marzo del 2004 Annalisa Durante, la 14enne vittima innocente, è stata colpita a una gamba una donna affacciata al balcone di casa.

Le fiammate criminali con il loro epicentro a San Giovanni a Teduccio si stanno espandendo. Sullo sfondo c'è il riaccendersi della storica guerra tra il clan Mazzarella ed i Rinaldi. E' una guerra che solo per fortuite coincidenze non ha prodotto morti. La cosca che vede Vincenzo Mazzarella, detenuto al 41 bis, l'assoluto capo carismatico, vuole riconquistare il controllo delle attività criminali e riprendersi l'egemonia in città e non solo.

Le fibrillazioni nascono perchè nel frattempo il clan  Rinaldi e altri gruppi si sono rafforzati e radicati anche in altre zone della città, grazie a una sorta di federazione con gruppuscoli emergenti, paranze e spezzoni di ex famiglie criminali con mire di vendetta contro gli stessi Mazzarella. Lo schema inedito è l'alleanza tra nemici per battere il grande nemico cioè i Mazzarella.

Sembra essere ripiombati ai tempi della Nuova Famiglia, un'alleanza tra clan in guerra tra loro per battere la Nco del padrino Raffaele Cutolo . La foto scattata nei report investigativi è preoccupante, c'è una sorta di pace armata per combattere il disegno egemonico dei Mazzarella. Il fronte potrebbe allargarsi e coinvolgere altre cosche come i dormienti di 'Alleanza di Secondigliano'.

A questo scenario da brivido c'è da aggiungere il lavoro importante dei magiustrati e le tante sentenze di condanna definitive e le confische dei beni che hanno nei fatti ha contribuiti a rendere meno forte economicamente il sistema malavitoso.

E' una lotta per la sopravvivenza criminale quin di una guerra più cruenta e pricolosa per l'incolumità pubblica. “Cosa fa il Governo per rafforzare, ad esempio, la presenza delle forze di polizia nelle nostre strade? Ha rafforzato gli organici? Ha intrapreso misure concrete? Nulla” si chiede il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

E sul piano istituzionale domani alle 16, nel Palazzo di giustizia di Napoli, si terrà in via del tutto straordinaria una riunione del plenum del Csm sul tema delle baby gang. Nel corso dell'incontro verrà presentato un documento, sulle sanzioni da applicare ai minori non imputabili (gli under 14), sempre più spesso protagonisti di fatti di cronaca nera.

Ciò che inquieta però è il silenzio del Viminale. Il ministro Matteo Salvini, sembra preso da altro, il clima tra gli invstigatori è di un totale sbandamento. C'è un abbassamento della tensione e la constatazione che la lotta e il contrasto alla criminalità organizzata non sembra una priorità nell'agenda del ministro dell'Interno.

Eppure c'è il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia, espressione del Movimento 5 Stelle, che da campano dovrebbe conoscere la difficile realtà. Ma, per ora del deputato non si conosce cosa stia concreatmente facendo al Viminale da quando si è insediato.

di Arnaldo Capezzuto