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Emergenza aggressione camici bianchi, appello al presidente della Repubblica

di Pier Paolo Milanese

Due nuovi casi di aggressioni a camici bianchi a Napoli. Un medico di famiglia è stato accoltellato ieri pomeriggio al volto durante una visita domiciliare per una lite scoppiata all'improvviso tra un paziente psichiatrico e la madre. E' stato medicato con sei punti di sutura al mento e ha riportato anche la frattura di una scapola.

L'altro episodio risale al 25 aprile, è avvenuto al pronto soccorso dell'Ospedale San Paolo dove una dottoressa in seguito a un diverbio con un portantino e' stata colpita da una parente di lui, con precedenti penali, ricoverata nel nosocomio ma fuori dal suo reparto.

A riferire i fatti è Manuel Ruggiero, fondatore e presidente di Nessuno tocchi Ippocrate, oltre che medico del 118 di Napoli, che ha ideato una pagina Facebook in seguito alle continue aggressioni subite dal personale sanitario in strada e tra le mura ospedaliere.

 "Il Capo dello Stato intervenga come garante della Costituzione sul tema delle continue aggressioni a medici e infermieri".

A lanciare l'appello e' Silvestro Scotti, segretario della Federazione dei medici di famiglia, in seguito ai nuovi casi che si sono verificati negli ultimi due giorni a Napoli.

Scotti propone anche che il medico, durante l'esercizio delle sue funzioni, venga considerato un pubblico ufficiale che difende anche la Costituzione oltre che ad occuparsi della salute dei cittadini: "Questo consentirebbe l'avvio dell'azione penale d'ufficio, senza aspettare la denuncia di parte"  spiega.

E aggiunge: "Bisogna capire che i dottori sono in trincea, e non si possono scaricare su di loro i problemi della Sanità italiana". Dopo gli ultimi fatti il Sindaco di Napoli ha espresso solidarietà a medici e infermieri, richiamando i cittadini a comportamenti piu' corretti e opportuni nei confronti dei camici bianchi".