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Elezioni. De Luca, se ne frega della par condicio. In Regione 'mister fritturina' con l'endorsement del sindaco di Agropoli

di Arnaldo Capezzuto

“Occorre fare la clientela come Cristo comanda”. E' il verbo del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. E da buon discepolo 'mister fritturina', candidato per il Pd alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale Alburni, Cilento e Vallo di Diano ha già sguinzagliato le 'sue' truppe camellate, mobilitato capibastone, aperto comitati elettorali e inaugurato sedi.

Il comandamento Deluchiano ha un corollario enunciato dallo stesso presidente della Regione in occasione della famosa riunione in un hotel napoletano per la campagna del 'si' al referendum costituzionale: “Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come cazzo vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso”.

Quel Franco fa di cognome Alfieri e nel Cilento è considerato un ras del consenso, uno che viaggia su cifre bulgare. Un campione del mondo delle preferenze, un fuoriclasse che tenta il grande salto : approdare a Montecitorio.

In questo mondo al contrario, uno come Alfieri, ex capo staff di De Luca, ex consigliere del presidente delegato all'agricoltura, due volte sindaco di Agropoli, ex assessore provinciale e già doppio recordman come sindaco eletto più giovane d'Italia a Torchiara, e il più votato in assoluto con oltre il 90 per cento ad Agropoli.

E' un vero carrarmato Alfieri, i suoi cingoli stanno battendo in lungo e in largo le strade dei novantasei comuni del Cilentano.

Il sogno proibito di 'mister fritturina' è conquistare l'intero territorio del suo collegio. Annichilire i competitor, vincere la guerra silenziosa interna al Pd e lanciare un segnale ai piani alti del partito.

Abito blu d'ordinanza, faccione alla Mario Merola e comizi con baci sulle guance e strette di mano. Alfieri è amato dalla gente. Lo ritengono una vittima innocente di una battuta 'giocosa' di De Luca. L'unto della 'fritturina di pesce' ormai l'ha marchiato a vita.

Se però qualcuno pensasse di liquidare questa storia definendola una 'scemenza' allora significherebbe non aver mai visto Alfieri come si muove in campagna elettorale.

Le sue scorribande producono voti. Alfieri sa fare le clientele. Lo sanno bene ad Agropoli ma in generale nel Cilento dove il diritto in queste terre dimenticate è un piacere, un favore, una cambiale da onorare.

E proprio ad Agropoli governa un sindaco di stretta fede alfieriana tale Adamo Coppola che con due post (il 18 e il 27 gennaio) pubblicati sulla sua bacheca di Fb tra le lacrime e la commozione ha prima esortato con una raccolta firme e poi benedetto con accorati endorsement la discesa in campo di Alfieri.

 

 

 

E ieri non casualmente a palazzo Santa Lucia c'era un importante 'appuntamento istituzionale', in barba alla par condicio che sancisce il divieto assoluto di comunicazione istituzionale, De Luca ha spalancato le porte della 'sua' Sala Giunta della Regione Campania prorpio al delfino Alfieri. Occasione - costruita a tavolino -  apporre una firma sull’accordo preliminare per la bretella di collegamento tra Agropoli ed Eboli.

Oltre al sindaco Coppola è comparso 'casualmente' a favore di telecamera e taccuini anche il candidato Alfieri.

Dall'entourage di Alfieri giurano che la sua agenda è piena zeppa d'incontri e appuntamenti. Ma ci tengono a specificare che il candidato aLfieri preferisce in assoluto il porta a porta.

Insomma, una campagna elettorale di stampo condominiale, luogo adatto per parlare zitto zitto e ascoltare le richieste degli elettori.

E se Antonio Vassallo, il figlio del sindaco pescatore Angelo, ammazzato nel 2010, accusa il Pd di aver fatto una scelta indegna nell'aver scelto Alfieri come candidato di quel territorio, il diretto interessato glissa, fa spallucce e rimanda al mittente le polemiche.

E c'è chi giura che con Alfieri in Parlamento il Cilento farà un salto di qualità o forse più probabilmente un salto in un precipizio.