Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Ederoclite: "Pd senza un leader. Non escludo un partito di stampo Macroniano"

Cerca di ritrovare la via smarrita il Pd campano. Dopo lo strappo dei consiglieri ex Ds che ha provocato lo slittamento a mercoledì della direzione provinciale, c'è chi comunque prova a raccogliere i cocci di un vaso che sembra però rotto. A quasi una settimana dal voto che ha sancito la debacle sia nazionale che locale del partito democratico, parla Tommaso Ederoclite, Presidente dell'assemblea metropolitana del PD Napoli

Secondo lei perché tutto questo astio sia fuori dal Pd, che ha portato via gli elettori dal partito, sia dentro provocando evidenti spaccature? 

Ci sono dei consiglieri regionali che si dicono molto più vicini a De Luca e altri che ne hanno preso le distanze. Questa relazione ha fatto si che il gruppo regionale si sia diviso in due, mettendo da una parte gli ex margheritini ( Casillo, Topo) e da un'altra parte gli ex diessini ( Daniele, Marciano). Tutte queste divisioni si sono quindi diverberate all'interno del partito. L'appuntamento di oggi serviva per cercare di smorzare i toni e mettere fine a questi conflitti. A differenza di quello che è successo nell'ultimo congresso provinciale questi due gruppi, ( io mi sono presentato come una sorta di terzo polo) se ne sono date di santa ragione fino quando Oddati ci ha poi portato in tribunale. L'incontro di oggi doveva servire proprio a chiarire. Da presidente del Pd di Napoli ho sentito i membri e d'accordo Massimo Costa abbiamo deciso di riorganiizare l'incontro mercoledì prossimo.

Ma l'idea che per ora c'è a Napoli, del Pd, è che non ci sia un leader

Non è più come quando c'era Bassolino. Bisogna dirlo. La struttura aveva un vertice chiaro e identificato nell'ex sindaco. Aveva una identità culturale forte. Abbiamo avuto un momento di vuoto dove questi gruppi si sono confrontati e scontrati su chi potesse essere un leader. C'è stato un momento in cui si pensava che una proposta di leadership potesse essere quella di  De Luca che però è stata messa indiscussione in questi anni. Basta vedere che i più acerrimi anti deluchiani sono quelli che lo portavano avanti alle primarie, viceversa quelli che ora lo sostengono, una volta votavano contro il suo nome.

Il Pd in Campania come si sta comportando? Su Napoli in particolar modo

E' vero che gli elettori ci hanno fatto capire che non stiamo attraversando una buona fase, ma paradossalmente rispetto alle comunali, a Napoli, abbiamo preso 5mila voti in più. Paradossalmente, per quanto siamo usciti ammaccati, ma sulla città siamo usciti meglio. C'è però tanto lavoro da fare. Stiamo lavorando. Io anche sto facendo un po' da pontiere tra i vari gruppi. Qualcosa si vede, si sta concretizzando. Il Comune di Napoli al momento è al dissesto. La situazione oltre che essere grave per il Pd è grave anche per le istituzioni.

E i rapporti tra Roma e Napoli? Mario Casillo, dopo la debacle alle politiche nella sua area è stato nella Capitale a cercare di capire come fossero gli animi. 

Questa tornata elettorale ci ha ucciso. E' stata una mazzata forte. Non c'è uno che ha subìto più o meno. Gli equilibri però sono sempre gli stessi. Bisogna aspettare il congresso per vedere chi sarà il reggente e come saranno costruiti i gruppi. Non parlerei di una sconfitta singola. Il pd campano comunque conta in Parlamento Paolo Siani, Gennaro Migliore e Lello Topo. Non si sposta molto l'equilibrio regionale. Bisogna aspettare e capire cosa succederà.

Per quanto riguarda il Pd nazionale? Quali possono essere gli scenari? 

Può succedere sicuramente di tutto. Il Pd ha avuto però momenti più difficili. Nel 2013 è stato un momento duro per il partito. Per fortuna il partito poi si è risollevato. Tutti i componenti si sono stretti attorno a Matteo Renzi, la rivoluzione interna è stata tale che ci ha portato a quel famoso 40% del 2014 alle Europee. Ora è un momento difficile, bisogna tenere i nervi saldi. Il profilo da adottare sembra essere chiaro: avremo Martina che sarà il reggente. Ci saranno delle consultazioni. Poi ci sarà un dibattito interno e si parlerà di candidature. Ci sono dei nomi validi come quelli di Zingaretti, Delrio o Calenda. Ci potrebbe però essere la possibilità di una spaccatura, dando quindi vita ad un partito di stampo macroniano. Non si può escludere nulla.