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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Economist, Renzi ha rottamato Pd e torna Berlusconi per 'consumare' la vendetta

Di Pier Paolo Milanese

"Ciò che alla fine Mr Renzi ha rottamato con successo, è stato il suo Pd". Cosi', in un articolo che compare sulla home page del proprio sito, l'Economist commenta la sconfitta rimediata dall'ex presidente del Consiglio italiano nelle elezioni regionali siciliane. Il settimanale prevede, al termine del pezzo: "Mr Berlusconi è tornato e si vendica".

L'elezione del nuovo presidente della Regione Sicilia ha l'effetto di un tsunami sugli assetti e gli equilibri politici del Pese. Traumaticamente nel Day After ci si accorge che sono finite le rendite di posizione. C'è un vento che soffia che potrebbe spazzare via l'intero sistema della cosiddetta 'Seconda Repubblica'.

Dalla Sicilia a Roma la disamina delle elezioni siciliane investe il marasma nel Pd, la corsa ad Arcore che sta caratterizzando tutta la vasta area del centrodestra, in particolare i reduci di Angelino Alfano e dei figliol prodighi di Raffaele Fitto e Denis Verdini.

In mezzo al guado, alla ricerca del seggio perduto, nella compagine del ministro degli Esteri, annaspano soprattutto il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin, l'ex sottosegretario Simona Vicari e gli esponenti milanesi Maurizio Lupi e Roberto Formigoni.

Nel Pd il voto siciliano ha innescato una reazione a catena. La lista dei capi d'accusa e delle recriminazioni nei confronti di Matteo Renzi si allunga di ora in ora.

Prima di uscire allo scoperto Franceschini, Orlando, Finocchiaro, Calenda, Zanda, Padoan, Veltroni, Minniti, Fioroni, Prodi e forse anche Delrio, aspettano però che si esauriscano tutte le puntate dell'autodifesa impossibile del segretario: l'ammissione della sconfitta, la mozione degli affetti, l'alibi della Sicilia patria del centrodestra, il rimpianto della mancata candidatutra del Presidente del Senato, la consolazione della analoga sconfitta dei 5 Stelle.

Un repertorio che sarà utilizzato come ennesima prova a carico per accusare Renzi di essere il responsabile unico della terza, e più grave, disfatta di fila. Fra le righe si intuisce che oltre alla scelta di un candidato premier che non può più essere il segretario, si punta ad un Direttorio per guidare il Pd alle politiche.

Insomma, l'unica certezza è l'incertezza conclamata e lo stato confusionale.