Sign in / Join

Eclissi 5 Stelle. I 'senatori dissidenti' esclusi dalle chat. Avviata la purga interna

E' un fronte. Un sintomo di un grave malessere. Una frattura interna. Cosa sta accadendo nel Movimento 5 Stelle?

Sono trascorse appena 24 ore dal voto del Senato sul famigerato 'decreto sicurezza', norme stringenti sul tema immigrazione, che hanno prodotto nei Pentastellati - per usare un eufemismo - un terremoto.

In casa 5 Stelle, si fanno sempre più visibili e concrete le conseguenze dell'ammutinamento di parte dell'equipaggio pentastellato.

Si teme che la mossa della pattuglia dei cinque senatori grillini di non votare 'si' al decreto in Parlamento possa aprire una falla nell'imbarcazione.

Elena Fattori, Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Matteo Mantero e Virginia La Mura non se la sono sentiti di votare così com'era il provvedimento. Hanno tentato di cambiarlo, di aprire una discussione, di porre dei limiti. Non c'è stato verso. Sono sbattuti malamente contro un muro.

Lo strappo ampiamente annunciato c'è stato ed è stato pure vistoso. Ora sono sul banco degli imputati : accusati di non aver ottemperato alla linea dettata dal leader maximo, Luigi Di Maio.

Se siti, pagine social e commenti veicolati dalla  'gioiosa macchina da guerra della propaganda grillina' li stanno in pratica crocifiggendo, c'è un altro strano fenomeno che sta accadendo in queste ore.

Sembra strano ma oggi gli smartphone dei 5 senatori sono silenti.

Display in stand by, nessun messaggio da visualizzare, perfino le 'famose' chat tematiche grilline 'improvvisamente' tacciono per i 'senatori 'dissidenti'.

Sono coincidenze. Forse problemi tecnici. Casualità che possono verificarsi.

C'è però la circostanza - non da poco - che il black out riguarda proprio i numeri dei cellulare dei senatori frondisti.

C'è una strana sensazione, come se le comunicazioni si siano interotte solo per loro, i doppiogiochisti.

C'è qualcuno che questo film l'ha già visto. La trama è sempre la stessa. E' iniziata la purga grillina.Nel mirino i rivoltosi.

Occorre - con forza educativa - riaffermare il principio mistico settario: chi esce dal seminato paga e anche tanto.

Oggi pare che sia cominciata la prima fase: l'allontanamento operativo. Si tratta di un primo step seguito a breve dalla progressiva emarginazione dall'attività di gruppo, fase che precede - fisiologicamente - l'espulsione

La stretegia è creare una inequivocabile distanza, tracciare una linea, in poche parole, fare il vuoto attorno ai 'traditori'.

I 5 senatori non solo non hanno rispettato le disposizioni dei vertici del Movimento ma - ecco il dato politico - non hanno votato la fiducia al 'Governo del Cambiamento'.

Tradotto significa che hanno i 5 senatori hanno stracciato il patto, annullato unilateralmente il contratto sottoscritto a giugno e firmato idealmente da tutti i parlamentari della maggioranza.

L'esercito dei parlamentari 5 Stelle - ai tempi del condottiero senza medaglie, Luigi Di Maio - devono solo pigiare i tasti delle votazioni e attenersi alla linea decisa da altri.

E la testuggine, avanzare compatti e non chiedere il perchè di una scelta o di un ordine. Non c'è spazio per il confronto, per la riflessione, per dissentire.

Chi dice no è un disertore, un traditore, non degno di far parte dell'esercito quindi va eliminato.

di Arnaldo Capezzuto