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Eav, Soresa e Caccia: la maxi infornata del governatore De Luca. 500 contratti in arrivo prima delle elezioni

 

Vincenzo De Luca prepara la campagna elettorale: manca un anno all’appuntamento per il rinnovo del Consiglio regionale. E il governatore Pd ricorre alle solite markette da Prima Repubblica: concorsi, assunzioni e consulenze. Le Partecipate della Regione Campania saranno invase da nuovi collaboratori nei prossimi mesi. Si comincia da Eav, l’holding dei trasporti della Campania, guidata dal fedelissimo Umberto De Gregorio, fresco della nomina di direttore generale senza concorso:  350 assunzioni nei prossimi mesi. Dunque, un anno prima del voto. E già fioccano i curriculum nelle stanze dei consiglieri regionali. Seconda mossa del governatore è stata quella di aprire le porte di Soresa, il vero polmone finanziario della Campania: appalti e spesa sanitaria passano da Soresa. Il 19 febbraio è stato pubblicato un avviso per la selezione di nuovo personale. Saranno 34 assunzioni, tra dirigenti e impiegati. Ma c’è anche l’apertura dell’elenco dei consulenti. Nelle stanze di Sviluppo Campania, la società che controlla la comunicazione istituzionale della giunta, continuano ad arrivare volti nuovi. Molti sono legati politicamente al Pd. E poi ancora: la nomina dei vertici degli ambiti territoriali: altre poltrone da distribuire. Su quest’ultimo blitz c’è stata un’interrogazione del M5S: “Abbiamo presentato un'interrogazione alla giunta regionale per chiedere chiarimenti sulla legittimità delle nomine degli organi direttivi degli ambiti territoriali di caccia, in particolare quello di Avellino. Negli ambiti territoriali devono essere per legge rappresentati tutti gli interessi coinvolti nello svolgimento delle attività venatoria, dai cacciatori agli agricoltori, dagli ambientalisti all'amministrazione pubblica e questo a tutela del più generale interesse pubblico verso i territori. Nel caso specifico, ci risulta che la Regione Campania, nelle procedure di nomina dei componenti del comitato di Avellino, non abbia rispettato le prescrizioni nazionali e regionali a tutela della rappresentatività delle diverse componenti, con un forte sbilanciamento verso le categorie venatorie" denunciano il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Michele Cammarano e la deputata M5S Maria Pallini. "Escludere l'agricoltura e l'ambiente dalla gestione degli ambiti di caccia non è tollerabile, tenuto conto degli interessi economici che derivano dalla gestione fondi regionali per i danni da fauna selvatica. Attendiamo dalla giunta una risposta concreta ai fini del rispetto della legittimità delle procedure, ove queste non sia stata rispettate”.

 

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