E' caccia ai patrimoni dei camorristi, sequestrato appartamento a moglie di scissionista

E' una sorta di fase due. Indagini, arresti, condanne dei capi, dei luogotenenti e affiliati dei clan.

Ora si passa al recupero dei beni riconducibili alle attività illegali.

Alla fine la domanda è sempre la stessa : il denaro guadagnato con il traffico di droga, le estorsioni, le attività commerciali per il riciclaggio dove sono finiti? E' il seguire le tracce dei soldi. Questa la nuova controffensiva da parte dei magistrati partenopei.

Nel mirino finiscono mogli, figli, parenti prossimi e amici in affari dei capi. E' una caccia ai patrimoni. La lotta al contrasto passa solo e sempre con l'acquisizione delle ricchezze. Togliere l'acqua di coltura, impoverire, spezzare il potere.

In questo contesto ecco che stamane è scattato un provvedimento durissimo da parte della sezione misure di prevenzione patrimoniali della Divisione anticrimine della Questura di Napoli in esecuzione del decreto emesso dal Tribunale di Napoli.

Un appartamento di quattro vani ubicato a Melito e intestato alla moglie di Giovanni Borrelli è finito sotto sequestro. L'abitazione  di quattro vani è intestata alla moglie dell'uomo.

Affiliato al clan Di Lauro fino al 2004, Borrelli transitò nel gruppo degli scissionisti guidato da Amato e Pagano assumendo un ruolo rilevante nella gestione delle attività di spaccio di sostanze stupefacenti.

Condannato a 13 anni di carcere, Borrelli è oggi detenuto nel carcere di Spoleto. Quei beni frutto delle attività illecite ora sono finite sotto sequestro. Il prossimo passo è la confisca.

di Pier Paolo Milanese