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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Droga in biberon bimba, madre tentò già avvelenare sorellina

In passato avrebbe tentato di avvelenare con le stesse modalità anche la figlia più piccola, di appena un anno, la donna che a settembre andra' a giudizio a Roma per aver somministrato droghe e sedativi all'altra figlia, di 3 anni.

La sorellina era allora ricoverata all'ospedale Santobono di Napoli. La vicenda risale al novembre 2016 e il Tribunale per i minori di Napoli ha chiesto ed ottenuto la sospensione "dell'esercizio della responsabilità genitoriale" per la donna e il marito fondandosi sul fatto che la donna "in assenza di alcuna prescrizione medica ha somministrato nel tempo alle due figlie farmaci neurolettici e antiepilettici nella negligente omissione di controllo da parte del padre".

 La bambina è stata comunque salvata dai medici. Finita in manette a gennaio, per l'imputata è stata disposta dal tribunale dei minori di Napoli la sospensione dell'esercizio della responsabilità genitoriale. Inoltre, sulla donna erano ricaduto anche il sospetto che potesse aver dato psicofarmaci anche alla figlia più piccola.

Per i pm di Roma la donna potrebbe essere affetta da "qualche sindrome di natura psichiatrica - è scritto nel capo di imputazione -.

Si ipotizza una sindrome di Munchausen, conosciuta anche come sindrome di Polle, disturbo che affligge i genitori, perlopiù madri, spingendoli ad arrecare un danno fisico al figlio per farlo credere malato così da attirare l'attenzione su di sè.

 Secondo l'accusa, la donna potrebbe aver somministrato i farmaci alla figlia per cercare di attirare l'attenzione su di sé. La prossima udienza, che si terrà davanti ai giudici della V sezione penale, si terrà il dieci gennaio