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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Dove sono le tre offerte di lavoro da proporre al percettore del reddito di cittadinanza?

La sensazione a tutte le latitudini è di un Movimento 5 Stelle staccato dalla realtà e prigioniero dei propri modelli ideali autoreferenziati a cui si vuole piegare la visione della società. In sintesi manca una prospettiva del vero, del reale, del presente. Prendi il lavoro che non c'è, le soluzioni sono sistematicamente deformate da un fuoco ideologico che distorce i fatti e le situazioni.

Si parla tanto del reddito di cittadinanza come di una misura non assistenziale ma di un'occasione concreta per rimettere in carreggiata chi è tagliato fuori dal mondo del lavoro. In pratica, si eroga un contributo economico che può arrivare al massimo a 780 euro al mese.

Il beneficiario deve dare una mano al proprio comune di residenza volontariamente per 'x' ore a settimana e svolgere faccende e servizi per la collettività. Non solo.

Deve aderire e frequentare corsi di formazione e sviluppare le proprie competenze così da essere appetibile sul mercato del lavoro. In ogni caso il cittadino preso in carico dallo Stato attraverso i nuovi Centri per l'impiego nell'arco dei 18 mesi dell'erogazione del contributo - sarà speso solo per alcuni beni e servizi dettati dal ministero del Lavoro e dello Sviluppo Economico - avrà tre proposte di lavoro.

Se le dovesse rifiutare perde il beneficio del reddito di cittadinanza. Per realizzare questo modello 'rivoluzionario' il giovane ministro e vicepremier Luigi Di Maio ha fatto carte false, combattuto contro la troika europea, contro i vertici della Ue, ingaggiato un durissimo corpo a corpo con il collega di governo Giovanni Tria, convinto i diffidenti e riluttanti alleati della Lega e risposto a muso duro contro Bce, Fmi e ragioneria dello Stato prendendo a calci lo spread.

I dubbi restano e sono anche pesanti anzi con il trascorrere dei giorni aumentano e si moltiplicano vertiginosamente. Facciamo finta che con l'uso di una generosa bacchetta magica, il prode Di Maio riesce a rendere operativi - in un colpo solo - tutti i Centri per l'impiego del Paese dotandoli di personale specializzato, infrastrutture informatiche e strutture idonee.

Ecco per un attimo immaginiamo questo paradiso artificiale, sia vero e funzionante. Comincia a soffiare il vento della rivoluzione. L'Italia è ad un passo alla svolta. La povertà abolita non è più solo uno slogan ma la verità. La gente torna felice.

E' plausibile tra 5 mesi cioè a marzo, che lo Stato riesca ad avere la forza e la capacità di proporre tre offerte di lavoro ai potenziali percettori del reddito di cittadinanza?

Tre occasioni di posti di lavoro vero con tanto di contratto, busta paga, contributi, sgravi, mansioni precise con stipendio assicurato ogni mese.

Prendiamo come esempio Napoli, la città storicamente ritenuta - a giusta ragione - capitale della disoccupazione.

All'ombra del Vesuvio sono stati censiti oltre 100mila persone senza un lavoro, immaginando che sono tutti potenzialmente percettori di un reddito di cittadinanza - secondo le regole dettate dallo Stato - avrebbero diritto entro 18 mesi a tre proposte di lavoro.

Insomma, i 'nuovi' Centri per l'impiego - in un anno e mezzo - potenzialmente dovrebbero offrire solo per Napoli un platform  di circa 300 mila proposte di lavoro veri cioè con contratti e diritti.

La domanda sorge spontanea : è credibile tutto questo? Non sembra un modello ideale irrealizzabile partorito dai ragionamenti sfiammanti dei pensatori del Movimento 5 Stelle?

Nel frattempo Di Maio è volato a Berlino e studia con gli esperti del governo il modello tedesco che ha dimezzato la disoccupazione.

La Germania comunque non è l'Italia.

  di Arnaldo Capezzuto