Doppio blitz all'alba, sgominata la nuova paranza dei bambini e acciuffati gli estorsori delle pizzerie

Doppio blitz nel Centro storico di Napoli: la polizia ha sgominato gli eredi della paranza dei bimbi mentre i carabinieri hanno incastrato gli estorsori delle pizzerie.

La polizia di Stato di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 11 soggetti gravemente indiziati dei delitti di associazione di tipo mafioso, omicidio, detenzione e porto illegale di armi, comuni e da guerra, e ricettazione.

Il provvedimento cautelare prende in esame le condotte criminali di soggetti che, già pienamente organici al clan Sibillo all’epoca della latitanza dei fratelli Emanuele e Pasquale Sibillo, sono poi assurti ad un rango apicale, quali referenti del clan, in seguito all’assassinio di Emanuele Sibillo e in seguito all’arresto di Pasquale Sibillo.

In particolare le indagini degli agenti della Squadra Mobile hanno documentato la violenta contrapposizione sorta tra il clan Sibillo e il clan Buonerba-Mazzarella per acquisire la supremazia e il controllo degli affari illeciti sul territorio urbano di Forcella, della Maddalena, di via dei Tribunali e, più in generale, sull’area dei Decumani.

In un altro blitz, invece, i carabinieri del Comando provinciale di Napoli hanno dato esecuzione a un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti di quattro soggetti ritenuti uomini del clan camorristico dei Sibillo a carico dei quali sono emersi gravi indizi di colpevolezza in merito all’estorsione, aggravata dal metodo mafioso, alla pizzeria Di Matteo nel centro storico.

Gli esercenti del locale di via dei Tribunali, recentemente bersaglio di colpi d’arma da fuoco, da due anni erano costretti a versare settimanalmente il pizzo a esponenti del clan Sibillo.

La richiesta estorsiva, che aumentava in occasione delle principali festività, era funzionale, oltre che ad imporre la supremazia del clan sul territorio, a sostenere i detenuti affiliati al clan e le loro famiglie.

di Pier Paolo Milanese