Direttiva del ministro Salvini: nelle città italiane saranno istituite le zone rosse. E' rivolta tra i sindaci : "Siamo commissariati"

La direttiva è chiara e piomba improvvisa sui sindaci che amministrano le città italiane. Sono istituite le zone rosse, da cui occorre tenere lontani criminali, spacciatori, balordi, parcheggiatori e venditori abusivi.

In calce al documento spedito con la massima urgenza a tutte le prefetture d'Italia c'è la firma del ministro dell'Interno Matteo Salvini. Laddovè i primi cittadini non riusciranno a garantire sicurezza, decoro e tranquillità ai cittadini interverrà nei fatti il Prefetto è disporrà servizi mirati.

Le decisioni saranno adottate all'interno del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica che ogni tre mesi licenzierà un report da inviare direttamente al Viminale. E' una stretta che presenta una serie di lati oscuri. Non si capisce con quale autorità e discrezionalità si stabilirà che un individuo è balordo, un altro è un criminale e chi è uno spacciatore.

Insomma, se manca un provvedimento giudiziario o il giudizio di una Corte all'interno di un processo come faranno le forze dell'ordine ad applicare un provvedimento amministrativo ? E' l'enigma a cui i tecnici del ministero neppure provano a rispondere.

La direttiva, come spesso accade, è caduta dal cielo e piombata addosso ai sindaci che così in automatico sono stati messi sul tavolo degli imputati. E già dall'Anci che riunisce i primi cittadini cominciano a piovere a catinelle critiche e polemiche.

C'è chi come il sindaco di Palermo Leoluca Orlando promette di fare ricorso e rivolgersi ai giudici. Infatti, la generecità della direttiva nei fatti nasconde una sorta di selezione all'ingresso chi stabilisce chi potrà restare nelle zone rosse e chi no. Da quali caratteristiche si procederà? E' un vero e proprio mistero.

La direttiva invita i prefetti a convocare subito i Comitati per l'ordine e la sicurezza pubblica per individuare le esigenze di tutela delle città e ad emanare le ordinanze antidegrado ritenute necessarie e indifferibili.

Si comincia a partire dal prossimo 31 maggio il Viminale chiede ai prefetti di inviare ogni tre mesi puntuali report sul monitoraggio condotto e sulle ricadute delle ordinanze adottate.

Le zone rosse dovrebbe essere quelle vicino a complessi monumentali e culturali, piazze storiche, aree verdi ed esercizi ricettivi e commerciali, zone universitarie.

di Poer Paolo Milanese