Di Maio minaccia Bruxelles anche a nome del M5S. E la piattaforma Rousseau? E la partecipazione?

di Arnaldo Capezzuto

 

“Non vogliamo essere presi in giro dagli altri paesi dell'Unione. Diamo 20 miliardi ogni anno all'Ue e ce ne rientrano poco più di 10. I Paesei membri devono farsi carico anche loro dei migranti altrimenti io e il Movimento 5 Stelle non verseremo più i 20 miliardi nelle casse di Bruxelles. Altrimenti io con 20 miliardi altro che quota 100 per superare la Fornero, faccio quota 90 o 80...”.

Così parlo il vicepremier Luigi Di Maio per mantenere il filo con il suo alleato Matteo Salvini e 'recuperare' l'incidente diplomatico con il presidente della Camera Roberto Fico che bolla come "opinioni personali".

Parole risolute, calibrate, cesellate e pronunciate con convinzione. Ad un tratto per il ministro e vicepremier Di Maio sdoppia il suo ruolo e parla come capo politico anche e per conto del Movimento 5 Stelle.

La domanda sorge spontanea: ma i pentastellati non esercitavano la politica dal basso? Il programma di governo non era partecipato? La piattaforma Rousseau per le consultazioni on line tra agli attivisti e supporter del M5S, funziona ancora?

Insomma, il Movimento 5 Stelle è uguale agli altri partiti, altro il nuovo che avanza. Ai vertici del cosiddetto 'Governo del cambiamento', c'è cerchio magico che fa quello che vuole. Soli al timone del comando.

Un ceto politico di nominati, arroganti, superficiali e affetti da un vuoto pneumatico che rinchiusi in una propria bolla narcisistica e autoreferenziale si autocelebrano facendo a gara a chi la spara più grossa.

Il popolo-gregge dei grillini come i renziboys e prima ancora come i berluscones sbattono le mani, fanno il tifo e si nascondono dietro gli schermi della democrazia digitale a colpi di clic.

Come era prevedibile le enunciazioni di Di Maio e il bullismo di Salvini hanno prodotto i primi effetti. Da Bruxelles, arriva una dichiarazione del portavoce della Commissione: “Le minacce non sono d'aiuto e non porteranno a avvicinarsi a una soluzione per i migranti a bordo alla Diciotti”, ha detto Alexander Winterstein.

“In Europa le minacce non servono a niente e non portano da nessuna parte”, ha spiegato il portavoce della Commissione. “Il solo modo per risolvere le cose in Europa - ha continuato - è lavorare insieme in modo costruttivo e di buona volontà. Ed è quello che la Commissione cerca di fare da tempo”.

Ma poi ha avvertito: “Gli Stati membri hanno sempre pagato il loro contributo al bilancio dell'Ue. C'è un chiaro obbligo legale che gli Stati membri hanno sempre rispettato”.