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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Di Maio è la fotocopia di Bersani. E Renzi ha rottamato Renzi

 

Luigi di Maio assomiglia sempre di più a Pier Luigi Bersani. Il candidato premier del M5s ricorre alle frasi (fatte) utilizzate dall’ex segretario del Pd nel 2013, alla vigilia delle elezioni politiche, per esprimere il dissenso (a parole) sui nominati in Parlamento. Di Maio è sbarcato in Parlamento (senza il voto dei cittadini) ma ha subito indossato i panni dell’eroe delle preferenze. Del difensore del voto dei cittadini. Del nemico numero uno dei listini bloccati. Un po' come la battaglia che Bersani portò avanti da segretario dei dem contro la vecchia legge elettorale del porcellum. Ma poi alla prova dei fatti sia Bersani che Di Maio hanno dimenticato le proprie battaglie. Ecco allora che il nuovo capo politico del M5S, nemico dei listini bloccati, ha scelto di candidarsi nel listino bloccato. Fuggendo dalla sfida frontale del collegio uninominale. Motivo? La paura di un voto negativo dei cittadini. Timori comprensibili. E la risposta di Di Maio a chi gli fa notare la contraddizione (palese) tra lo slogan (urlato) e i fatti? Le parole che Bersani usò nel 2013. “Si, ma noi non decidiamo nelle stanze dei partiti. Nel M5S decide la rete”. Bersani usò la stessa frase: “C’è il porcellum, ma nel Pd decidono gli iscritti, elogiando le parlamentari democratiche del 2013”. Più scorre la campagna elettorale e Di Maio diventa sempre di più la fotocopia di Bersani. Mentre Renzi? Il rottamatore ha "rottamato" Renzi. Si, lui l’ex sindaco di Firenze che chiedeva ai quattro venti primarie e scelte dal basso, oggi deciderà il 90 % dei candidati al Nazareno.