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Debiti Comune di Napoli. Spunta piano segreto per mettere in sicurezza la città. Faccia a faccia de Magistris-Gentiloni

di Arnaldo Capezzuto

C'è attesa ai piani alti di Palazzo San Giacomo. Se non è l'ultima spiaggia poco ci manca. Il premier in carica Paolo Gentiloni ha accordato al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, un appuntamento. L'incontro è fissato per giovedì a palazzo Chigi. La posta in gioco è importante.

Sul tavolo del presidente del Consiglio la tormentata e complessa vicenda dei debiti del consorzio Cr8 e la sentenza delle Sezioni unite della Corte dei Conti che nei fatti hanno bocciato il bilancio del 2016 perchè il Comune di Napoli non ha inserito il debito di Cr8 da 85 milioni e interessi maturati in bilancio.

E' chiaro che il primo cittadino andrà a Roma non con il cappelo in mano. Il sindaco della terza città d'Italia non chiede l'elemosina governativa oppure una legge speciale per addossare i debiti partenopei allo Stato come, invece, è accaduto per Milano, Roma e Catania.

L'impressionante massa debitoria risale a vecchi contenziosi e legati alla ricostruzione del post-terremoto del 1981. Fatti e storie che si trascinano da almeno 40 anni. Siamo nella Prima Repubblica. Emergenza e commissario straordinario, affidamenti diretti, appalti pubblici finiti in tanti rivoli tra sub appalti di sub appalti.

Tante vicende che s'incrociano tra loro in quel perimetro particolare della storia del nostro Paese. E non ultima c'è trattativa tra Stato-camorra cutoliana- terroristi- per la liberazione dell'ex potente assessore regionale dell'edilizia, il democristiano Ciro Cirillo.

Sentenze definitive certificano come la colletta tra tanti amici imprenditori campani, ispirati, da uomini vicini all'ex ministro Antonio Gava, esponente di peso della Dc nazionale, permise  di pagare il riscatto alle Br, garantire la percentuale alla Nco del boss Raffaele Cutolo, regista del rilascio di Ciro Cirillo, e aiutare gli stessi costruttori e amici degli amici ad accaparrarsi numerosi appalati. Questa è una storia dimenticata che occorre ricordarla.

E' un passato che non è passato e legato alle vicende – molte delle quali ancora oscure – di quegli anni. La missione di de Magistris è evitare il default alla città, mantenere vivi quei servizi costituzionalmente garantiti e tenere insieme, coesa Napoli. I tecnici di Palazzo San Giacomo sono impegnati con quelli economici di Palazzo Chigi nel limare un documento concertato.

Il 77 percento del bebito dovrebbe diventare a carico dell Stato mentre il restante lo pagherebbe in modo dilazionato il Comune di Napoli. Questo il piano per tirare fuori la metropoli all'ombra del Vesuvio dalla secca dei debiti.

Tirare il fiato e sbloccare il pignoramento delle casse comunali. Cifre enormi  alle quali occorre aggiungere le sanzioni che lo Stato applicherebbe sottoforma di minori trasferimenti. Anche su questo punto il primo cittadino cercherà una linea di dialogo facendo forza sulla gestione amministrativa ed i conti in ordine di questi anni.

Il sindaco de Magistris riconosce in Paolo Gentiloni una persona seria con un profilo istituzionale. Insomma, al di là delle appartenenze, l'attuale premier non 'adoperebbe' il proprio ruolo per infliggere una ritorsione alla città.

Dopo l'uscita di scena di Matteo Renzi da palazzo Chigi, i rapporti tra l'amministrazione partenopea e il governo nazionale sono stati volti al massimo rispetto delle prerogative istituzionali. Anche la recente manifestazione a Roma di sindaco, giunta e cittadini era per accendere un riflettore nazionale sulla vicenda paradossale di Cr8.

E' curioso di come le precedenti amministrazioni succedutesi a palazzo San Giacomo abbiano con abilità evitato ad arte il precipizio Cr8. Ora ci sono sentenze e provvedimenti giudiziari. E' chiaro che Napoli da sola è destinata a soccombere. Solo la buona volontà non basta.