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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

De Magistris (per Di Maio) non è più un sindaco condannato. Asse tra arancioni e M5S. L'ira di Fico

Tre anni fa ne chiesto, pubblicamente, le dimissioni, definendolo un sindaco condannato. Oggi tra i due “Giggino”(Di Maio e de Magistris) è scoppiata la pace. Un patto che si basa sulla reciproca convenienza elettorale in vista delle elezioni politiche. Di Maio sta provando a raccattare voti per evitare la disfatta nei collegi uninominali. Anche a costo di stringere patti con il “diavolo”. Diavolo che in questo caso ha le sembianze del sindaco di Napoli. Era il settembre 2014 quando in una festa del M5s a Napoli, il candidato premier dei grillini affondava il colpo contro l’ex pm: “Luigi de Magistris avrebbe chiesto le dimissioni da cittadino del Sindaco condannato in primo grado. Quindi dovrebbe dimettersi”. E nemmeno il sindaco arancione era stata tenero con Luigino: “E’ come Salvini”. Sembra una vita fa: oggi Di Maio punta a Palazzo Chigi e vuole i voti di De Magistris e della sua truppa di centri sociali che due giorni fa hanno impedito a Massimo D’Alema e Susanna Camusso di parlare a un convegno all’Università Federico II. Nello stesso giorno in cui Di Maio ha ricevuto a Roma la visita dell’ex pm per parlare ufficialmente di legge di bilancio ma di possibili alleanze elettorali in vista del voto. Il primo approccio c’era stato a settembre, in occasione della festa di San Gennaro. I due "Luigi" si erano intrattenuti a lungo a parlare. Certamente non di hobby e vacanze. Ma il succo del colloquio era lo stesso di oggi: una possibile convergenza tra M5s e arancioni. La mossa di Di Maio che rivendica, e fa pesare, la sua leadership nel Movimento ha aperto, nuovamente lo scontro con Roberto Fico: nelle stesse ore in cui Di Maio trattava nelle stanze romane l’intesa con de Magistrisa, il leader dell’ala ortodossa ne chiedeva la sfiducia, sostenendo la mozione contro il sindaco. Di Maio pur di assecondare la propria ambizione non rinuncia a la linea politica dei cinque stelle. Il piano dell’enfant prodige dei grillini, è oramai chiaro, punta snaturare lo spirito del Movimento aprendo alle intese sui territori. A cominciare da Napoli dove il pacchetto di voti del sindaco può far comodo a Di Maio.