Dai piani alti del M5S, l'ordine è minimizzare la sconfitta. La battuta che circola: "Meglio votare con il televoto"

“Vice premier Di Maio, come commenta la dura sconfitta del Movimento 5 Stelle in Abruzzo? Dall'anno prossimo ci sarà solo televoto”.

E' una battuta che circola sul web e passa da bacheca in bacheca, giusto per strappare un amaro sorriso. Insomma, guai a parlare di disfatta.

Le liturgie - stile vecchia politica - sono bandite. Le analisi del post-voto sono 'cose' da giornalai, intellettualoidi e professoroni.

La logica del Movimento 5 Stelle è il vento nei capelli. E' sentire addosso l'anelito della rivoluzione, cambiare le cose, modificare i processi, sguainare l'apriscatole.

L'ordine è di sorridere ed essere cortesi, il classico buon viso a cattiva sorte. Bandite le parole : sconfitta, crollo, crisi, debacle.

Occorre ridimensionare, minimizzare, far finta di niente. Se i conti e le analisi dovranno essere fatte ciò dovrà avvenite a mente fredda, nel silenzio e nella riservatezza più totale.

Ai piani alti dei 5 Stelle si ostenta tranquillità anche se il risultato elettorare dell'Abruzzo brucia e lascia sul selciato una serie di interrogativi.

I numeri sono numeri. Il Movimento, che alle politiche del 4 marzo 2018 conquistò largamente l'Abruzzo con il 39,8% incassando 303.006 voti, questa volta esce mortificato dalle urne, fermandosi al 20.2% con 117 mila voti: quasi 200 mila quelli perduti.

Quanto questi risultati dell'Abruzzo possano influire sull'assetto del governo giallo-verde in realtà è ancora presto per dirlo. Di certo è suonato un campanello d'allarme. Il risultato mette nero su bianco un indebolimento della missione dei grillini nella politica italiana.

C'è la sensazione - il voto di ieri ne è una conferma - che si sia afflievolita la spinta, la forza, la carica rivoluzionaria dei pentastellati. Un vuoto pneumatico che rischia di risucchiare tutto e tutti.

Che fare? Come invertire il processo? Che cosa accade? Andando a zonzo nelle centinaia di pagine fan e gruppi territoriali social dei 5 Stelle, si coglie la preoccupazione, la tensione, il disorientamento del popolo grillino.

Tiziano scrive con amarezza: “Adesso le elezioni sono finite, rispettate il verdetto degli elettori e ragioniamo sui nostri errori e non su altro”. Riponde all'istante Cesare: “Ma quali errori, Matteo Salvini ha impostato tutto, furbescamente, sui migranti e siccome in Italia 'NON' siamo razzisti ha vinto!!!”.

Francy è incazzata nera e si sfoga: “Il bibitaro (riferimento a Di Maio quando vendeva bibite allo stadio) ci sta portando al suicidio. Mi chiedo : dov'è finito il vero Movimento?”. Gianni : “Ho cercato di avvertire che il Movimento sta sbagliando strategia e tattica, ma mi accusano di essere del PD, dovreste cercare di capire quello che uno dice”.

Poi tocca a Elena scriverlo a caratteri cubitali: “Si costruisce dalle fondamenta, non dai tetti. I territori reggono i vertici, altrimenti tutto crolla”. C'è però Sergio che attacca a testa bassa gli stessi abruzzesi: “Dicono che soffrono per le condizioni nella quale vivono e per stare meglio si danno martellate sulle palle votando il centro-destra. Amate vivere cosi. Ho sperato che partisse dalla vostra regione il cambiamento siete una delusione per l'intero Paese!”.

Poi è la volta di Michele : “É sbagliato dare la colpa a Roberto Fico. Lui non governa, ha solo espresso delle opinioni. I porti sono stati chiusi dal nostro ministro Danilo Toninelli. Gli abruzzesi non hanno ancora visto i risultati del Movimento, si aspettavano di piú. Questo il punto”.

Alessia, invece, ammette: “Salvini su alcune cose ha fatto più fatti e non solo propaganda. Occorre svegliarsi, lavorare senza sosta e fare meno show”. E ancora Daniele : “Il voto è chiaro e non nascondo un velo di delusione. Ti vien voglia di dire 'avete voluto la bicilettà? E adesso arriangiatevi'”.

Valerio rilancia: “É la legge del populismo, chi strilla di piú vince. Salvini ha strillato di piú ed ha vinto. Gli avete fatto un impagabile favore a legittimarlo dopo tutti gli ottimi attacchi che Alessandro Di Battista gli aveva fatto”.

E' il turno di Raffaele che si chiede : “Se un'alleanza con la Lega sia utile al Movimento e al paese. Mi sa che sta giovando solo al Carroccio che continua a crescere nei consensi. Occorre una seria riflessione, per una questione di coerenza della nostra storia e nei confronti del Paese”.

Marcello è sulla stessa linea: “E' una vittoria straripante del centrodestra a trazione leghista, il nostro è un tracollo che paga l'alleanza mortifera con Salvini”.

E Franco, in un post tra l'altro scrive: “Abbiamo bisogno dei Meetup! Noi Grillini dovremo smetterla di comportarci da minchioni e oltre alla Democrazia ci dovrà anche essere la presa di responsabilità per le decisioni collettive e la capacità di fare politica assieme, così non si può andare avanti”.

Pensiero quest'ultimo ampiamente condiviso che suona forse come una bocciatura al cesarismo targato Luigi Di Maio.

di Arnaldo Capezzuto