Curia di Napoli. E' totonomine per il dopo Sepe, in lizza per diventare vescovi ci sono Palmese, Ghezzi e Carmelo

Nei paraggi di Largo Donnaregina, dove è ubicata la sede dell'Arcidiocesi di Napoli, circolano voci insistenti che sia in corso un toto vescovi.

Il cardinale Crescenzio Sepe, nonostante il 2 giugno scorso abbia compiuto 75 anni e quindi è tecnicamente dimissionario, resta in carica a capo della chiesa partenopea fino a quando non venga pubblicata la nomina di un successore.

All'ex capo di Propaganda Fide – informalmente – gli è stata concessa una sorta di proroga limitata. Nel frattempo – a norma del diritto canonico – lo stesso Sepe avrebbe ultimato di redigere una relazione sulla sua situazione e sulle necessità della circoscrizione.

Ultimato il documento sarà trasmesso al rappresentante pontificio ovvero il nunzio apostolico. Il relatore cioè il cardinale Sepe - al vertice della chiesa partenopea e in automatico dimissionario - avrebbe indicato anche tre nomi di papabili alla nomina di vescovo.

Si tratta di una ristretta cerchia di membri del clero diocesano e religioso che hanno mostrato negli anni grande saggezza, impegno, rettitudine e particolare conoscenza e abnegazione per la complessità territoriale dell'Arcidiocesi e quindi all'altezza di continuare il lavoro pastorale.

Il rappresentante pontificio ricevuta la breve lista dei tre candidati, si riserva ulteriori indagini su ognuno di essi.

Operazione riservatissima e con l'esercizio di una sorta di segreto d'ufficio. Accorgimenti fondamentali per evitare che un prete presente sulla terna ma poi non scelto per la carica, ingeneri leggende sul perchè fosse stato escluso, insomma, quasi a voler trovare una colpa in lui.

Il rappresentante pontificio e in particolare il nunzio chiede - appunto- la massima riservatezza sulla consultazione e acquisisce notizie e informazioni.

Solo quando gli approfondimenti, gli incroci e i controlli si sono conclusi in modo esauriente, il report sarà inviato alla Santa Sede: una lista, nota come “terna”, con i nomi dei tre candidati più appropriati a ricoprire l'ufficio sarà poi sottoposta all'attenzione diretta del Papa.

Questa è la prassi con una serie di 'ma', 'se' e 'però'. La nomina a vescovo non è vincolante e automatica nel ricoprire il faticoso incarico di Arcivescovo. Il Papa potrebbe sparigliare le carte e inviare un vescovo oppure un cardinale diverso.

 

Sono tanti i fattori che entrano in gioco e che contribuiscono a far maturare una scelta importante che deve perseguire sempre e solo un unico principio: il bene della comunità di fedeli in questo caso quella partenopea.

E le indiscrezioni ci sono e corrono veloci perchè pare - a quanto filtrato - che Sepe abbia annotato e quindi si appresterebbe ad indicare il nome di tre sacerdoti noti per il loro impegno e collaborazione nella Curia di Napoli.

In pole position ci sarebbe il nome di Don Tonino Palmese, fedelissimo di Sepe e con una sfilza d'importanti incarichi.

Delegato come preposto dell'Arciconfraternita, vicario episcopale del settore Carità e Giustizia, Direttore dell’Ufficio per la Promozione della Giustizia e della Pace e della Salvaguardia del Creato, cappellano dell'Ansaldo, dell'Eav, presidente della Fondazione Polis della Regione Campania che si occupa di beni conficati e vittime innocenti; docente all'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa ed ex referente dell'associazione 'Libera' di don Luigi Ciotti.

Don Palmese, personalità molto in vista, importati relazioni  e molto attivo nella società civile. Sarebbe il primo nome della lista seguito da Don Massimo Ghezzi, parroco della Chiesa di San Gennaro al Vomero e Decano del V° Decanato che comprende venti chiese.

A concludere la terna dei nomi ci sarebbe Don Giuseppe Carmelo, parroco della chiesa di Santa Lucia al Mare, e Decano del III° Decanato che comprende venti importanti chiese del Centro storico di Napoli.

I loro nomi sarebbero stati vagliati e scelti direttamente dal cardinale Crescenzio Sepe e pronti per essere comunicati al nunzio apostolico. Questi tre parroci potrebbero ottenere la 'promozione' ed a quel punto far parte insieme ad altre personalità di nomi papabili per guidare la chiesa partenopea.

C'è però da sottolineare che i giochi non sono ancora fatti, Papa Francesco guarda con grande attenzione a Napoli e al bene dei fedeli.

La scelta dell'erede di Sepe è argomento delicato e coincide anche e soprattutto con un'esigenza di discontuinità rispetto al passato. Il mandato di Sepe non è stato tutto rose e fiori. Pesano le inchieste, la gestione economica della Curia, le tante polemiche di questi anni, ultima la vicenda della Deputazione di San Gennaro.

Papa Francesco lavora con attenzione e non solo con l'Arcidiocesi di Napoli. Il Santo Padre farebbe molto affidamento ai consigli della comunità dei Gesuiti e loro articolazioni presenti in città.

Non è escluso che prima o dopo la prossima visita a Napoli, fissata per il 21 giugno, Papa Francesco potrebbe annunciare una importante notizia.

A palazzo di Largo Donnaregina l'erede di Sepe non per forza, infatti, dovrà avere i galloni di cardinale.

E' già accaduto all'Arcidiocesi di Milano, che nonostante siano passati personalità dello spessore di Angelo Scola, Dionigi Tettamanzi e ancora prima Carlo Maria Martini, il Papa a luglio di due anni fa ha nominato il vescovo Mario Delpini a capo della chiesa lombarda.

di Arnaldo Capezzuto

 

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