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Crisi Anm. Il manager Amedeo Manzo non si dimette ma rilancia: "Il risanamento arriva se tutti remano nella stessa direzione ..."

 

di Sossio Barra

Amedeo Manzo, la "cacciata" di Maglione dai vertici dell'Anm rappresenta un vero bubbone per il risanamento dell'azienda. Ci può spiegare realmente come sono andate le cose con lui?

L' ANM è un azienda che si occupa di trasporto pubblico ed in un momento delicato come questo c'era bisogno di professionalità provenienti dal mondo dei "trasportisti" e quindi la scelta naturale è stata un ingegnere. Occorre ora ridisegnare anche il trasporto a Napoli. L' Avv. Maglione ha esaurito il proprio compito, che è stato quello di condurre, su indicazione dell'azionista Napoli Holding, l'azienda verso un concordato resosi necessario vista l'impossibilità di portare l'ANM verso il risanamento. Ciò anche alla luce del fatto che il Piano Industriale preparato dall'azienda, nello scorso dicembre 2017, era stato bocciato dalla società internazionale Ernest & Young. Questi i motivi che ci hanno suggerito di anticipare i tempi di richiesta del concordato. Peraltro, ricordo che le aziende di trasporto pubblico soffrono in tutta Italia. L' esempio di Roma e Torino sono eloquenti.

La questione trasporti a Napoli è all'ordine del giorno. Inefficienze, ritardi e una serie infinita di problemi non fanno altro che peggiorare il servizio in città. Perché la strada verso il risanamento è così in salita?

Molto semplice. Le aziende, nel terzo millennio, hanno bisogno di efficienza, siano esse pubbliche o private, e questa si ottiene quando tutti lavorano per lo stesso obiettivo. Le forti riduzioni di contributo pubblico,in aggiunta ad una ultradecennale inefficienza aziendale, hanno determinato una situazione critica. In particolare, Napoli è l'unica città d'Italia dove il contributo regionale praticamente equivale a quello comunale. Infatti la Regione, a cui fa capo il trasporto pubblico a Napoli, utilizzando il Fondo Trasporti nazionale investe circa 58 mln,mentre il Comune, a cui spettano solo i servizi integrativi, ne investe addirittura 54mln. Poi vi sono i ricavi diretti cioè i biglietti, che sono fortemente schiacciati dall'evasione che continua ad essere importante sia per il trasporto su ferro(metropolitana)che per la gomma(bus). Criticità per le quali, purtroppo, nonostante l'abbia evidenziato ripetutamente e pubblicamente, negli ultimi 8 mesi non è stato fatto molto dall'ANM. Poi c'è il tema degli investimenti che, per un azienda del genere, è prioritario.

Ci può sintetizzare in pochi punti il piano di risanamento a cui state lavorando da quasi un anno?

Le cose non stanno così. Il piano industriale preparato negli ultimi mesi dall'ANM è stato ritenuto non applicabile sia dalla Napoli Holding che dalla Società internazionale incaricata di valutarlo Ernest & Young. Poi si è fatta richiesta del concordato in continuità, il Tribunale ha accolto la domanda. Ed ora la PricewaterhouseCoopers sta da poche settimane, e non da un anno, lavorando ad un Piano che andrà inviato al Giudice per l'approvazione. Naturalmente, il Piano dovrà prevedere attività importanti e straordinarie poiché l'efficienza ed il riequilibrio economico e finanziario non si ottengono con la bacchetta magica ma con il concreto, e non teorico,contributo di tutte le parti interessate. Capitolo De Magistris.

Il prossimo obiettivo restano le elezioni regionali. Secondo lei il sindaco deve continuare a lanciare messaggi al M5S oppure deve percorrere un'altra strada?

Di politica non mi intendo e sicuramente il Sindaco non ha bisogno dei miei consigli. Io sono un manager,un professionista che ha deciso di dare il proprio contributo a favore della sua città. Caricandosi impegni e responsabilità che i più avrebbero evitato. Al contrario,quindi,di coloro che sono disponibili a parlare ma non a fare. Per me,invece, l'amore ed il bene di Napoli vengono prima di tutto.

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