Cresce la fronda interna ai 5 Stelle, una pattuglia di parlamentari a muso duro con Di Maio

E' in piena bufera il Movimento 5 Stelle. Il timoniere Luigi Di Maio cerca di barcamenarsi ma imbarca acqua.

C'è timore e preoccupazione. Malumori e mal di pancia. Si allarga la fronda che non condivide le scelte politiche del capo dei Pentastellati.

L'accusa solita si è fatta più marcata : “Siamo schiacciati sulla linea della Lega e sembriamo un satellite di Matteo Salvini”.

All'interno del gruppo critico – in tutto una quarantina di deputati – però c'è chi è pronto a una sorta di guerriglia.

L'ala più dura degli ortodossi che fanno riferimento al presidente della Camera Roberto Fico è pronta a sfoggiare l'artiglieria pesante e porre una serie di 'no' sulla legittima difea e l'autonomia, cavalli di battaglia come è quello sulla sicurezza della Lega.

Insomma, i puri e duri grillini della prima ora 'useranno' questi due temi per condizionare l'azione della leadership di Di Maio.

Qualche avvisaglia già si è registrata, in queste ore, con l'apertura a sorpresa di Di Maio proprio sulla vicenda dei 49 migranti della Sea Watch e Sea Eye.

Distinguo più ragioni interne del capo dei grillini che hanno fatto infervorare Salvini che ha tagliato corto ricordando : “Decido io”.

A Montecitorio come a Palazzo Madama i parlamentari pentastellati vivono un profondo scoramento: la pattuglia di deputati e senatori vogliono contare di più.

Sono stanchi di leggere dalle dichiarazioni di Di Maio le posizioni di un Movimento che pur nascendo per adottare decidere collettivamente, si ritrova organizzato in modo gerarchico dove è stato eliminato il dibattito interno.

Anche per raffreddare la temperatura e abbassare i toni, Luigi Di Maio cerca di apparire più conciliante con i suoi. E' una scelta strategica anche in vista della delicata approvazione della legge sulla legittima difesa.

di Pier Paolo Milanese