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Così fan tutti, rimborsopoli a 5 Stelle. Trucchetti nei rendiconti per arrotondare l'indennità. I tanti Cecconi e Martelli come il ragionier Casoria

di Arnaldo Capezzuto

Il servizio della trasmissione "Le Iene" andato in onda ieri sera sul sito web ha smascherato drammaticamente  le bugie sulle restituzioni di due importati esponenti del Movimento 5 Stelle.

Sotto lo sguardo impietoso della telecamera e di fronte all'incalzare delle domande, i due parlamentari prima hanno esibito la solita retorica grillina del tipo : onestà, onestà, onestà per poi cominciare a balbettare e fuggire a gambe levate.

Vicenda che i vertici dei 5 Stelle stanno tentato a fatica di archiviare velocemente per esorcizzare un possibile tsunami.

Il timore anzi il terrore è il possibile impatto che potrebbe avere la brutta vicenda sulla campagna elettorale.

Il coinvolgimento  di Andrea Cecconi e Carlo Martelli, pare di capire, non sia isolato. Ci sarebbero altri dieci parlamentari dei Cinque Stelle coinvolti ovvero che avrebbero fatto finta di versare una parte del proprio stipendio al Fondo per le Pmi.

Lo stesso Luigi Di Maio, oggi a Napoli con il suo rally, è tornato sull'argomento.

"Quelle persone come Cecconi e Martelli le ho già messe fuori, per gli altri stiamo facendo tutte le verifiche che servono ma siamo orgogliosi di quello che è il Movimento".

"Non sarà qualche mela marcia ad inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e come sanno gli italiani da noi le mele marce si puniscono sempre".

Sta di fatto che il servizio della iena Filippo Roma ha mostrato con chiarezza come ormai il Movimento 5 Stelle è sempre più simile agli altri partiti e di aver perso per strada quella carica di novità e rottura con il sistema dei partiti.

E in tempi non sospetti, il 24.it aveva dato un'occhiata al sito della rendicontazione del Movimento 5 Stelle rilevando una serie di 'operazioni' dubbie e di 'voci di spesa' fuori controllo.

Questa volta ad essere messi ai raggi x non  i parlamentari ma i consiglieri regionali e in particolare quelli della Campania con il caso di Maria Muscarà.

E proprio analizzando la voce 'Regioni' sul sito tirendiconto.it che appaiono incongruenze, cifre grossolane, assenza di giutificativi e una sorta di metodo condiviso in modo silenzioso tra i consiglieri delle diverse regioni per garantirsi attraverso i rimborsi un arrotondamento per controbilanciare il taglio spontaneo delle indennità di mandato.

In ben 17 consigli regionali d'Italia ci sono rappresentanti eletti del Movimento 5 Stelle, passando al setaccio i vari rendiconti salta all'occhio quello che sembra un metodo: ci sono rimborsi compensativi che equivalgono a una sorta di mini indennità silente.

Discorso che non vale per tutti gli eletti. E' chiaro. Ma in ogni regione - tra gli eletti a 5 Stelle - si annidano i Cecconi ed i Martelli parenti stretti, ai tempi nostri, del ragionier Casoria del film 'La banda degli onesti'.

La voce più gettonata è 'Rimborsi Km' che in media oscilla dai 650 ai 1200 euro al mese, senza dimenticare i 'Rimborsi trasporti', noleggi auto e leasing questi ultimi con l'acquisizione a fine mandato del bene perchè vi è insito una quota di proprietà privata che resta all'eletto.

Altra uscita economica comune a molte regioni dove sono in carica i consiglieri dei 5 Stelle riguarda i 'Collaboratori del consigliere' di cui però, in molti casi, non si conoscono neppure i nomi.

Nonostante molti consiglieri siano affiancati da una rete di volontariato qualificato, attorniati da attivisti e professionisti e nelle segreterie non vi è la presenza di collaboratori in pianta stabile, ogni mese nei rendiconti puntuale c'è un'uscita rimborsata alla voce 'Collaboratori del consigliere' che oscilla tra i 900 e 2518 euro.

Chiedere di saperne di più è inutile, infatti, la massima trasparenza con curriculum pubblicato lo s'impone ai collaboratori, ovvero consulenti, dell'interno gruppo consiliare mentre nelle 'private' segreterie del singolo consigliere nulla è debito sapere e comunicare.

Altra voce interessante è 'Gestione ufficio e attività' che comprende altre sottovoci 'Cancelleria', 'Libri', 'giornali' e 'riviste' e 'Spese tecnoclogiche' ebbene almeno ogni due mesi compaiono a turno spese che si aggirano tra i 600 e 2000 euro.

Ci sono consiglieri, insomma, che acquistano di continuo tablet, Pc, cellulari e pagano bollette salate per internet mobile e telefono.

La sensazione è che tra gli eletti dei 5 Stelle per ovviare lla parsimoniosa indennità di funzione decurtata del taglio volontario dello stipendio, sia statao attauto una sorta di recupero compensative di somme  per rendere lo stipendio di fine mese un pò più corposo.

Intanto anche il deputato Danilo Toninelli e il senatore Mario Giarrusso sarebbero coinvolti nella vicenda dei rimborsi secondo quanto riporta, su twitter e youtube, il blogger di Supernovacinquestelle Marco Canestrari.

Canestrari evidenzia delle irregolarità nelle rendicontazioni dei bonifici, che riguardano date e importi. Il blogger pubblica un messaggio di Giarrusso in cui il parlamentare dichiara di aver già incaricato i suoi legali di verificare i post di Canestrari. E riguardo a Toninelli avverte: "Ci sono altre rendicontazioni che non tornano: bonifici che hanno cifre molto sospette. C'è molto ancora da controllare 'al centesimo' come ha detto Toninelli. Proprio lui".

Alla fine, il metodo del ragionier Casoria lo conoscono anche i 5 Stelle come testimoniano Cecconi e Martelli.

Non si attenua anche la tempesta scoppiata su Catello Vitiello, avvocato e in corsa con i 5 Stelle nel collegio Campania 3 e, come riportato dal Mattino di Napoli, risultato iscritto in passato a una loggia massonica.

Un'adesione vietata nel Movimento, tant'è che come si è visto Di Maio lo ha fatto fuori "Per lui game over". Ma lui ha risposto che la sua esperienza nella loggia massonica "appartiene al passato". Ed è intenzionato dunque ad andare avanti per la sua strada.

 

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