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Corea del Nord sotto accusa da Seul: sfida alla pace globale

Il test missilistico nord-coreano di domenica scorsa rappresenta una "seria minaccia" e una "sfida alla pace globale", che Seul non intende tollerare. È il messaggio del nuovo presidente sud-coreano, Moon Jae-In, oggi in visita al Ministero della Difesa di Seul. Domenica scorsa, Pyongyang aveva lanciato un missile balistico a raggio intermedio, in grado di raggiungere la base statunitense di Guam, nell'oceano Pacifico, o l'Alaska, secondo i calcoli degli esperti militari, attirando la condanna internazionale. "Il lancio di missili balistici è una grave provocazione che viola le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ed è una seria sfida alla pace e alla stabilità globale. Non tollereremo mai simili provocazioni e minacce nucleari dalla Corea del Nord", ha dichiarato Moon. Le dure dichiarazioni del presidente sud-coreano seguono di poche ore un segnale parziale di apertura della Corea del Sud nei confronti del Paese a nord del trentottesimo parallelo. Il Ministero della Riunificazione di Seul ha confermato oggi la volontà di riaprire i canali di dialogo con Pyongyang, chiusi dopo l'interruzione delle attività al parco industriale inter-coreano di Kaesong, nel febbraio 2016, poche settimane dopo il penultimo test nucleare di Pyongyang.

In realtà, sottolinea l'agenzia di stampa sud-coreana Yonhap, non si tratterebbe di un taglio completo ai canali di comunicazione, quando di una mancanza di operatività di due canali esistenti, avvenuta dopo la chiusura di Kaesong. Anche se la volontà di riaprire i canali di comunicazione rimane, ha spiegato un portavoce del Ministero sud-coreano, "non ci sono specifici passi in vista" al riguardo.

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato con forza, ieri, l'ultimo test missilistico di Pyongyang, salutato come un successo dal regime di Kim Jong-Un, e nelle scorse ore, l'ambasciatore statunitense all'Onu, Nikki Haley, ha dichiarato che gli Usa stanno lavorando con Corea del Sud e Giappone per nuove sanzioni nei confronti del regime di Kim Jong-Un, dopo l'ultimo lancio missilistico, il settimo dall'inizio dell'anno. "O si sta con la Corea del Nord o si sta con noi", è stato il commento dell'ambasciatore Usa all'Onu. "Siamo aperti al dialogo, ma non fino a quando non ci sarà non ci sarà uno stop completo a ogni test missilistico e nucleare".