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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Nuovo contratti insegnanti: aumentano le malattie professionali

Molto si è scritto sul nuovo contratto della scuola (CdS), concentrandosi soprattutto sui “ricchi” aumenti salariali che hanno fatto per lo più infuriare gli insegnanti dopo nove anni di attesa. Nulla invece si è detto delle interessanti novità riguardanti la tutela della salute dei lavoratori.

Per la prima volta nella storia, la tutela della salute compare nel CdS (articolo 22, comma 4, lettera b1), divenendo oggetto di contrattazione integrativa a livello regionale “le linee di indirizzo ed i criteri per la tutela della salute nell’ambiente di lavoro”.

Ma cosa cambia per l'Insegnante e quali sono le malattie per cui può chiedere l'indennità di servizio? Risponde la Gilda

Oltre alle lesioni alle corde vocali (unica malattia professionale palesemente riconosciuta), per gli insegnanti esistono anche altri rischi specifici, rischi che possono attentare alla salute anche in forma grave.

RISCHIO BIOLOGICO

Fra i rischi specifici ci sono quelli biologici, contemplati nel decreto legislativo 23/2/2000. Dall’esposizione a tali rischi possono derivare i danni biologi pericoloso e determinare conseguenze anche gravi e irreversibili. L’esposizione a questi rischi è aumentata negli ultimi anni per alcuni motivi. Primo fra tutti, come si diceva innanzi, la profilassi igienico-sanitaria sembra andata in disuso; capita più frequentemente rispetto ad una volta di ritrovarci in aula bambini febbricitanti con sintomi vari, o con eruzioni cutanee non ben identificabili, o con esantemi ancora in fioritura (ma provvisti di certificato medico per cui possono rientrare a scuola), o con pediculosi in atto. Ogni giorno, quotidianamente, ci troviamo a lavorare in questa realtà, quindi l’esposizione al rischio biologico è altissima.

ALTRI TIPI DI DANNI

Oltre ai danni biologici ci sono poi i danni da burn-out e/o da stress sui quali c’è ormai un’esauriente letteratura. Uno studio abbastanza recente rivela che la metà delle domande per inabilità presentate alla commissione medica di Milano sono di insegnanti. E’ risultato, per esempio, che le malattie a carico dell’apparato laringeo sono venti volte superiori che negli altri lavoratori. Alta è risultata pure la frequenza di neoplasie rispetto agli impiegati. Gli accertamenti per inidoneità al lavoro per disturbi psichiatrici sono aumentati tantissimo negli ultimi anni. Non a caso, quindi, l’insegnamento è stato definito “usurante”, soprattutto nei primi gradi di scuola, anche da alcuni ex Ministri della Repubblica.

CHE COSA POSSIAMO FARE

Sul piano personale

Innanzitutto dobbiamo prendere coscienza dei rischi che corriamo per la nostra salute, mentre svolgiamo il nostro lavoro. Quando sospettiamo che la nostra malattia potrebbe essere causata dal lavoro, dobbiamo chiedere al medico di base di indirizzarci al medico del lavoro, possibilmente presso un policlinico universitario (per creare ricerca e casistica). Per quanto riguarda l’iter burocratico per la richiesta di malattia professionale ci possiamo rivolgere ad un patronato.

Il nuovo contratti prevede anche un impegno sindacale al proposito. I sindacati potranno quindi:

far riconoscere con chiarezza che lavorare nella scuola, in quanto comunità, è di per sé un rischio biologico;

far riconoscere le malattie da contagio come malattie professionali, senza esitazioni;

far riconoscere un’indennità di rischio per tutti gli insegnanti (si pensi ad esempio a quanti soldi spendiamo per curarci il mal di gola);

far rimborsare le spese mediche sostenute sia per arrivare ad una diagnosi (non sempre scontata), sia per cure;

impedire la trattenuta sullo stipendio in caso di congedo per tali malattie.

Inoltre

deve essere ripristinato l’uso delle profilassi igienico-sanitarie nelle scuole;

ogni scuola deve dotarsi di un protocollo sanitario;

per le famiglie deve essere chiaro che la scuola non è un pronto soccorso, né un’infermeria;

il lavoro dell’insegnante deve essere inserito fra i lavori “usuranti”.