Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Contratti docenti: Ecco gli aumenti diversi per materne, elementari medie e superiori

Per la categoria degli insegnanti i tanto sbandierati 85 euro rappresentano un aumento stipendiale medio lordo che può essere così analizzato:

  • sono in generale 45 euro netti medi spalmati su un triennio ( 2016 -18 ),  quindi l’aumento sarà al 100% solo a fine 2018,
  • 25 euro netti per gli ATA (direttore dei servizi escluso),
  • 35 euro netti per Infanzia e Primaria,
  • 45 euro netti per i docenti di scuola Media,
  • 55 euro netti per la scuola Superiore di secondo grado.

Considerando una distribuzione lineare sui tre anni dell’aumento stipendiale avremo i seguenti importi annuali ( valori numerici che devono poi essere moltiplicati per le 12 mensilità ):

  • 33 euro netti per gli ATA (direttore dei servizi escluso),
  • 66 euro netti per Infanzia e Primaria,
  • 15 euro netti per i docenti di scuola Media,
  • 33 euro netti per la scuola Superiore di secondo grado.

A questi  si aggiunge il salario accessorio che sarà distribuito per merito. Tra le questioni trasversali ai comparti ci sono, oltre alle risorse, i capitoli relativi a orari e ferie, nonché la revisione dei permessi e delle assenze per malattia.

Il rinnovo contratto statali risulta necessario perché porterà comunque a degli aumenti sugli stipendi. Aumenti di cui i docenti hanno bisogno. Lo dicono i dati che i loro stipendi sono bassi. E lo ha affermato anche il ministro Fedeli. Da qui l’aumento salariale di 85 euro al mese (lordi). Non un grande ritocco per molti docenti, ma per la Fedeli è già qualcosa. Il ministro Fedeli ha infatti ribadito la necessità di una soluzione per i docenti. Spendendo parole riguardo al riconoscimento sociale ed economico. Ci sarà, ma bisognerà valutare le risorse. “Siamo molto vicini al rinnovo del contratto per gli insegnanti”, ha affermato. “Non si tratta di far fare loro pace con il governo, ma di un riconoscimento sociale ed economico”. Il tanto discusso aumento di 85 euro medi lordi. Che dovrà essere integrato anche al bonus Renzi e ad altri tipi di benefici. Tutto dovrà essere bilanciato affinché non si perda nulla. Eppure c’è ancora chi parla di aumentini. Sotto questo aspetto, il confronto tra governo e sindacati rischia di andare per le lunghe.