Colde case. Acciuffati dopo 18 anni mandante e esecutore di una vendetta trasversale

Colde case. Acciuffati dopo 18 anni mandante e esecutore di una vendetta trasversale

La camorra non dimentica. Chi tradisce il clan, muore. E' la legge del clan. Il passato passa solo apparentemente. Ci sono storie che troppo frettolosamente vengono archiviate ma nella loro potenza riemergono dal mare.

Quella di Fortunato Marano è una di quelle. I killer il 29 dicembre di 18 anni fa, lo ammazzarono. Un omicidio efferato per modalità e crudeltà.

Fortunato Marano mentre si stava recando a comprare frutta e verdura al mercato a Poggiomarino nel napoletano fu fermato con una scusa e gli fu esploso in pieno volto un colpo di pistola devastante.

Una modalità anche simbolica: cancellare la faccia a quell'uomo. La vita di Fortunato Marano fu setacciata nei particolari, furono scandagliate amicizie, azioni, attività. Nulla. L'uomo era una brava persona. Nessun contatto con la criminalità, personaggi equivoci, clan. Niente.

Il caso ormai sembrava chiuso. Un baratro di silenzio avvolgeva quel buco nero. La svolta è giunta improvvisa. A distanza di 18 anni gli inquirenti hanno ricostruito le motivazioni che portarono a quel cruento omicidio di camorra, scoprendo anche chi materilamente quel maledetto giorno gli sparò in faccia.

Fortunato Marano fu vittima di una vendetta trasversale. Si, perchè suo cognato era niente di meno che Pasquale Galasso, il super boss che insieme a Carmine Alfieri costruì la Nuiova Famiglia, una aggregazione di clan che si contrappose alla Nco di Raffaele Cutolo.

Una guerra di camorra che a partire da metà degli anni Ottanta produsse migliaia di morti. Poi Galasso decise di passare dalla parte dello Stato. Divenne collaboratore di Giustizia.

Cominciò a raccontare i segreti della camorra vesuviana e napoletana. Ne derivò una possente inchiesta giudiziaria che portò dietro le sbarre migliaia di camorristi con condanne all'ergastolo.

Fortunato Marano, il cognato di Galasso pagò per ritorsione, per dare un messaggio chiaro a quel collaboratore di giustizia 'eccellente', quale era Pasquale Galasso, ex esponente di spicco della Nco di Raffaele Cutolo passato con la Nuova Famiglia.

A distanza di 18 anni, i carabinieri di Torre Annunziata e la Dda hanno fatto luce sull'efferato omicidio e inchiodato alle loro responsabilità mandante e sicario a cui oggi è stata notificata un'ordinanza di custodia cautelare.

A pianificare l'omicidio di Marano fu Pasqualino Garofalo, 58 anni, boss dell'omonimo clan vesuviano, che così voleva punire Galasso per le sue rivelazioni sullo stesso Garofalo e su suo fratello Ciro.

Per quella spedizione di morte fu incaricato Carmine Izzo, 47 anni. Marano rifiutò il piano di protezione e continuò a vivere a Poggiomarino, dove poi venne ucciso.

di Pier Paolo Milanese