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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Cesaro junior bacchetta i 5 Stelle sullo scandalo dei rimborsi. Dimentica i suoi guai e quelli della 'famiglia'

di Arnaldo Capezzuto

E Armando Cesaro, capogruppo in Consiglio regionale della Campania di Forza Italia, non si trattiene e all'incalzare delle notizie sullo scandalo dei rimborsi farlocchi del Movimento 5 Stelle, invia dalla sua bacheca un siluro via social.

Il post è breve ed efficace: “I furbetti del rimborsino. Ecco a voi la verità sui 5 Stelle” che, in pochi minuti, incassa numerose condivisioni e commenti. Confortato da un momento di amnesia, Cesaro junior, insomma, punta il dito contro il Movimento di Grillo e si toglie qualche schiaffo dalla faccia.

Si, perchè la pattuglia dei 7 consiglieri regionali pentastellati presenti in Consiglio, alla notizia della chiusura di un'indagine che vede coinvolti oltre lo stesso Armando anche il babbo, gli zii e altri esponti di Forza Italia, tra cui la consigliera Flora Beneduce, attraverso un comunicato stampa, indirizzarono parole e accuse durissime.

In realtà Armando Cesaro e in generale Forza Italia non se la passano proprio benissimo. L'inchiesta da parte della procura di Napoli Nord è pesantissima.

Sembra che siano stati documentati numerosi episodi di reato per voto di scampio che sarebbero avvenuti tra il maggio ed il giugno del 2015, in occasione delle ultime elezioni regionali del 2015. Promesse, piaceri, raccomandazioni, dazioni di denaro ma soprattutto incontri, contatti, e vicinanze con personaggi non proprio raccomandabili.

Una bufera che ha costretto lo stesso Cesaro junior a fare un passo indietro e rinunciare alle trattative per conquistare un 'posto al sole' a Montecitorio.

Un sacrificio chiesto direttamente dal babbo e imposto da Arcore. Si, perchè Luigi Cesaro, parlamentare uscente, nonostante avesse giurato di autopensionarsi e quindi abbandonare la politica, ci ha ripensato.

L'ex amico inseparabile di Nicola Cosentino ha riflettuto ritenendo urgente e insopprimibile il proseguire il suo contributo in Parlamento per servire i cittadini e le istituzioni del Paese. Eppure sembrava convinto nel non ricandidarsi più, tanto è vero che lo stesso Silvio Berlusconi ne è rimasto sorpreso.

Forse Luigi Cesaro ha fatto due conti, pesato inchieste e guai giudiziari che ancora pendono sul suo capo. Insomma, meglio affrontare i processi e gli eventi con la corazza dell'immunità, non si sa mai.

Sembrava ieri quando in occasione del pronunciamento del 'no' della Cassazione - inchiesta dei Pip - all'autorizzazione all'arresto chiesta da parte dei magistrati anticamorra aveva giurato solennemmente tra le lacrime e la commozione : “E' finito un incubo, basta con la politica. Non sarò più ricandidato”.

Vai a fidarti della parola dei politici. Gigino 'a Purpetta come l'araba felice è spuntato capolista al Senato per Forza Italia nel collegio che comprende Napoli e Salerno. In giro non lo si vede proprio, anzi. Il parlamentare che a Montecitorio regalava le mozzarelle di bufala, ha scelto il profilo basso.

Si fa vedere poco e conduce una campagna elettorale al chiuso, limitandosi solo a partecipare a incontri ufficiali. Il clima è di fine regno. La 'famiglia' è impegnata nel tentare di salvare il salvabile di un sistema di potere ormai logoro che ha resistito per oltre un ventennio.

I Cesaro con la loro ragnatela di contatti e interessi tentano di garantire quel minimo di protezione politica alle molte e importanti attività economiche di famiglia.

Gigino 'a purpetta vuole esorcizzare quello che è accaduto all'ex amico Nik 'o mericano che ha accumulato condanne in primo grado per 25 anni e con parte delle aziende di famiglia in amministrazione giudiziaria.

E proprio mentre pochi giorni fa l’ex sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi nonché ex coordinatore regionale campano di Forza Italia, dopo quattro anni in regime di carcerazione preventiva e ai domiciliari ha ritrovato la libertà, Luigi Cesaro si avvia a diventare senatore della Repubblica.