Cemento a Volla. L'atto d'accusa di Viglione (M5S): “La camorra finanzia gli imprenditori e 'piazza' propri uomini nell'amministrazione per far votare delibere e autorizzazioni in deroga”

E' un atto d'accusa pesantissimo quello pronunciato dal consigliere regionale Vincenzo Viglione (M5S), segretario della Commissione Anticamorra regionale nel corso del convegno 'Il patrimonio delle mafie: dal sequestro dei beni alla gestione pubblica' svoltosi - sabato scorso - nell'auditorium di Marano, contro il sistema della speculazione edilizia a Volla.

Al convegno hanno preso parte il Presidente parlamentare della Commissione Antimafia, Nicola Morra, il componente della stessa Commissione Andrea Caso, che ha anche organizzato l'incontro, Catello Maresca, procuratore antimafia della Direzione distrettuale antimafia, il prefetto Bruno Frattasi, responsabile dell' Agenzia nazionale dei beni confiscati, Lucio Vasaturo, dirigente della Dia di Napoli e Salvatore Carli dell'associazione antimafia 'Antonino Caponnetto'.

E' stato il consigliere regionale Viglione, nel corso del suo vibrante intervento, a denunciare con durezza il 'caso Volla', la mega speculazione edilizia alle falde del Vesuvio, oggetto di una importante inchiesta da parte della Procura di Nola che ha portato a un maxi sequestro di abitazioni.

Nel piccolo comune alle porte di Napoli con il record di sportelli bancari - in meno di 10 anni - complice la malapolitica e la burocrazia servente dei tecnici è stato costruito a tavolino un format che bypassando regole, norme, leggi, ha concesso autorizzazioni in deroga agli strumenti urbanisti e cambi 'a volo' di destinazione d'uso, in pratica,  una cementificazione selvaggia che non ha eguali in tutta Campania in rapporto all'estensione del territorio.

E il segretario della Commissione Anticamorra regionale ha puntato dritto allo scempio di questi anni e al 'sistema delle collusioni' che hanno creato il mostro a tante teste dell'industria del mattone legale ma abusivo.

"Non ci dobbiamo meravigliare se domani aprendo la pagina del giornale, vediamo tra gli immobili sequestrati alla criminalità organizzata – faccio un esempio più vicino – un palazzone costruito a Volla" - attacca Viglione -.

"Dove non esisteva pianificazione, si è fatta speculazione edilizia - sottolinea il consigliere del M5S - con imprenditori che hanno ricevuto i soldi dai camorristi, i quali hanno 'piazzato' proprie persone all'interno dei Consigli comunali per farsi votare le delibere e le autorizzazioni in deroga" - denuncia Viglione -.

Un appunto non casuale quello fatto dall'esponente dei Pentastellati, tanto è vero che nel 2004, il comune di Volla fu sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione. Il potere malavitoso, in particolare, veniva esercitato scientificamente - come è scritto negli atti di scioglimento - e condizionava il potere pubblico per favorire proprio il settore dell'edilizia.

Una presa di posizione forte quella di Viglione che ha soprattutto una valenza politica, visto che  in Regione Campania, c'è uno strano attivismo proprio sul caso Volla.

La patata bollene la tiene tra le mani  il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Luciano Passariello, il politico è in procinto di depositare un disegno di legge volto a risolvere il presunto problema interpretativo (si potrebbe anche ridere) delle normative che riguardano le zone F. Qui, invece, di attrezzature, i costruttori di Volla con cambi di destinazione d'uso, le hanno trasformate in residenziali, vomitando cemento, cemento e cemento.

Palazzi, appartamenti, villette con titolo autorizzativo solo formalmente legale che invece legale non è. Si tenta con una raffinata manovra pre-elettorale di ottenere per via istituzionale una sorta di 'condono' anche retroattivo.

E' il salvarsi in calcio d'angolo con la parolina magica: 'interpretazione' e così aprire un ombrello protettivo anche rispetto all'inchiesta giudiziaria.

Nel frattempo le indagini della Procura di Nola proseguono, sembra che non solo altre zone F siano finite nel mirino dei magistrati  ma anche le zone agricole - un altro capitolo dello scandalo - dove in spregio alle norme oltre a costruire hanno perfino creato le strade d'accesso agli immobili, alle villette ed ai capannoni.

L'intervento del consigliere Viglione è stato molto applaudito ed ha riscosso grande consenso e attenzione da parte del prefetto di Napoli Carmela Pagano, il Procuratore generale Lugi Riello, il Presidente del Tribunale Napoli Nord Elisabetta Garzo, il questore di Napoli Antonio De Iesu, il Comandante Interregionale Gen. C.d.A. Vittorio Tomasone, il Comandante della Legione Generale Maurizio Stefanizzi, il Comandate Provinciale di Napoli Col. Ubaldo Del Monaco e il sindaco di Marano Rodolfo Visconti.

di Arnaldo Capezzuto

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