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Caso Yara in Cassazione: al via l'udienza. Tanti i sostenitori di Bossetti: ecco cosa può accadere oggi

E' iniziata l'udienza in Cassazione, davanti alla prima sezione penale, del processo a Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all'ergastolo in primo grado e in appello per l'omicidio di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta di 13 anni, scomparsa il 26 novembre 2010 a Brembate di sopra, nel Bergamasco.

Presenti in aula numerose persone, tra cui anche alcuni sostenitori di Bossetti, che hanno esposto in piazza Cavour uno striscione con su scritto 'Vogliamo la verita'. Bossetti innocente'. Ma non ci sono i familiari dell'imputato ne' quelli di Yara.

Il collegio della Cassazione e' presieduto dal giudice Adriano Iasillo, la requisitoria sara' tenuta dalla sostituto pg Mariella de Masellis. Ricorre la difesa di Bossetti, con gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini, che hanno presentato - contro la sentenza pronunciata dalla corte d'assise d'appello di Brescia in 17 luglio 2017 - 23 motivi di ricorso, in 600 pagine, molti dei quali riguardano la formazione della prova principale, il dna.

La procura generale ricorre a sua volta contro l'assoluzione di Bossetti per calunnia nei confronti di un collega. Yara scomparve all'uscita della palestra, e il suo corpo venne trovato tre mesi dopo, il 26 febbraio 2011, in un campo a Chignolo d'Isola. Sul corpo furono travati tracce di biologiche, dalle quali i Carabinieri sono risaliti a un dna maschile, del cosiddetto Ignoto 1.

Un dna simile a quello trovato mesi dopo su una marca da bollo di un uomo morto nel 1999, Giuseppe Guerinoni. Da qui l'intuizione che Ignoto 1 potesse essere un suo figlio illegittimo. Dopo lunghe e complesse indagini, con prelievi a tappeto sulla popolazione della zona, Massimo Bossetti e' arrestato nel giugno 2014. A carico di Bossetti, oltre al dna, anche le riprese di una videocamera col furgone di Bossetti davanti alla palestra pochi minuti prima della scomparsa di Yara. Il muratore di Mapello si e' sempre dichiarato innocente.