Caso Tav, Intervista a Foietta: "Il Governo? Un cane che si morde la coda. Vi spiego il paradosso di Toninelli"

di Pietro Di Marco

 

Un atto segreto, un report che il Ministro dell Infrastrutture Danilo Toninelli tiene segreto, nel cassetto. Un documento sui costi e benefici della Tav ( la linea ad alta velocità Torino Lione) prodotto dal professor Marco Guido Ponti, da anni impegnato nella battaglia No Tav ( blogger di Traspol e imprenditore sempre negli studi di trasporti, della società TRT).

L’analisi costi-benefici, un investimento in perdita a detta della squadra del professor Ponti. Un plico di 80 pagine che nessuno ha letto, tranne, ovviamente, il Governo. Tenuto nascosto anche al Commissario straordinario del Governo per l'asse ferroviario Torino - Lione Paolo Folietta. "Credo sia una posizione paradossale, quella del Governo, che, oltretutto non ha voluto mai incontrarmi".

Dottore Foietta che idea si è fatto di questo report del Professor Marco Guido Ponti?

Diciamo che lo studio ha come caratteristica principale quella di essere a senso unico. Sicuramente chi l'ha scritto avrà qualche pregiudizio nei confronti della Torino Lione. A Ponti sono collegate una società e una associazione che da anni si occupano di No Tav. Già questo fa sorgere un dubbio.

Le posizioni di questi membri di commissione è chiara. Quest'ultima è stata creata con soggetti che hanno una forte inclinazione a bloccare la linea. Il risultato, ribadisco, era scontato.

Facilissimo dimostrare tutto o il contrario di tutto. Non conosco nulla, non ho letto niente. Il modello è stato secretato.

Quindi lei non ha avuto modo di leggere questo documento

No, assolutamente ( ride). Io non ho neanche parlato con il Ministro delle Infrastrutture Toninelli.

Neanche una volta?

Non è che non ci ho parlato, è che non mi ha mai voluto ricevere. Né lui, né il Presidente Conte. E' il paradosso. Ho inoltrato anche delle richieste.

Come ha operato fino ad oggi, quindi? 

Sulla base di un D.P.R del Presidente della Repubblica. Ho prodotto delle documentazioni che ho messo in linea sul sito della Presidenza del Consiglio, cercando anche di mandare tutto alla Commissione che non mi ha voluto incontrare. Una condizione paradossale. Sono stato incaricato a dicembre del 2017 dal Governo Gentiloni per cercare di dirigere al meglio l'opera, non per trovarmi dei muri.

La Francia lo sa? 

Trovo difficile spiegarlo, è una situazione talmente strana che faccio fatica a farlo capire.

Dottore che cosa succederebbe se l'Italia, damblè, venisse meno al patto? 

Vede, gli atti si sostituiscono con altri atti, ma in questo caso non è così. Non stiamo parlando di atti del Cipe o del Governo. Qui parliamo di un Trattato Internazionale, anzi di quattro Trattati. L'ultimo è stato ratificato dai Governi e dai Parlamenti Italiani e Francesi, oggetto di una lunga negoziazione che ha dato l'avvio all'opera e finanziato l'accordo. Questa operazione va fatta con un atto analogo.

Cioè? 

Se l'Italia non vuole continuare c'è bisogno di un altro Trattato. Però, innanzi tutto, c'è bisogno del sì del Parlamento Italiano. Non è che si fa così, con una analisi costi benefici creata per caso e secretata. L'atto sarebbe gravissimo e porterebbe sicuramente di danni al Paese.

La comunità scientifica si sta esprimendo, intanto, asserendo che non sono state rispettate le linee guida italiane e europee. In tutto questo, c'è una cosa che è grave, quella che riguarda il tema sulle accisa della benzina

Cosa vuol dire?

C'è un grande paradosso. L'Italia ha firmato con l'Europa la convenzione delle Alpi. Cioè si impegna a ridurre il transito dei camion sulle stesse Alpi. Però poi, il Governo attuale ( Lega 5 Stelle) asserisce che rinunciare alle accise di questi auto mezzi o alle concessionarie autostradale sarebbe un danno. Inoltre,  il governo sta conducendo una campagna contro il combustibile fossile, per ridurre quindi la dispersione nell'aria di polveri, poi però chiude la possibilità di potenziare il trasporto su ferro favorendo quello su gomma.

Un cane che si morde la coda, quindi?

Si, assolutamente. E' un governo che conduce una politica ambientale, ma poi asserisce il contrario di quello che dice, mutandola in antiambientale.

Dottore Foietta ma quanto conviene all'Italia questa Torino Lione? 

E' indispensabile. Due numeri: l'interscambio economico che passa sull'arco Alpino occidentale sarà servito solo da questa Galleria (TAV) e varrà 205 miliardi di scambio economico. Vale un terzo dell'interscambio economico e il 25% di scambio economico che ha con il mondo.

Abbiamo un saldo attivo sul bilancio dei pagamenti. Possiamo pensare che questo tasso attivo non sia attuabile? Il nostro sistema ferroviario, oltretutto è del 1871. E' vecchia. Il Paese sta investendo su 4 linee ferroviarie: il Brennero ( che costa il doppio all'Italia rispetto alla Tav ), il Terzo Valico dei Giovi e il Gottardo e la Torino Lione. Di tutte e 4 bisogna bloccare la Tav che potrebbe portare più vantaggi all'Italia?

 Dottore ma è possibile che lei a fine mandato ( che scade il 15 febbraio prossimo), venga sostituto dallo stesso Ponti? 

No, macché. Ponti è un docente. Si diverte a fare quello che fa. Il lavoro del commissario qui, è complicato. Ogni giorno devo combattere contro le comunità, le minacce di morte e chi non ti ascolta. Non so chi potrebbe venire al mio posto e non mi interessa.