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Caso don Mura a 'Chi l'ha visto', grosse responsabilità del cardinale Sepe

di Arnaldo Capezzuto

Prove inconfutabili di superficialità, sottovalutazione, cinismo e inadeguatezza così appare la Curia di Napoli ai tempi del cardinale Crescenzio Sepe. E' quello che emerge dal servizio andato in onda a “Chi l'ha visto”, la trasmissione di Raitre, condotta da Federica Sciarelli, che si è occupata del caso di Diego Esposito, (nome di fantasia) che all'età di 13 subì una serie di presunte violenze sessuali da parte di un parroco del quartiere Ponticelli.

Tanti, troppi punti oscuri in questa bruttissima vicenda. Don Silverio Mura questo è il nome del sacerdote che a seguito di denunce e segnalazioni viene 'parcheggiato' in un convento del Pavese.

Questo è quello che ufficialmente hanno sempre sostenuto ai piani alti della Curia Arcivescovile di Napoli, in realtà, Don Silverio Mura cambia nome in Don Saverio Aversano e come nulla fosse s'insedia in una parrocchia di Montù Beccaria, un piccolo centro del Pavese.

Il sacerdote – sospettato – di presunti abusi sessuali avvenuti sul finire degli anni Ottanta, in una cheisa di Pnticelli a Napoli, ai danni di due minori non solo celebra messa ma indisturato impartisce lezioni di catechismo frequentato da 40 bambini. E proprio le mamme di Montù Beccaria chiedono e si domandano nel corso di un'intervista a 'Chi l'ha visto' come sia stato possibile una cosa del genere.

Scrivono anche all'arcivescovo di Napoli che in una missiva risponde appellandosi al loro sentimento di madri e di non condannare un uomo e non trasformarlo in un mostro. E nonostante direttamente Papa Francesco ha più volte sollecitato l'alto prelato e gli uffici della chiesa partenopea a monitorare e occuparsi del caso di don Mura, le risposte giunte fino adesso non sono state soddisfacenti.

Il caso esplode quando è la stessa vittima Diego Esposito a rivolgersi direttamente al Santo Padre dopo che largo Donnaregina per mesi ha tenuto la denuncia chiusa a doppia mandata nel cassetto della scrivania arcivescovile.

E il Pontefice non lo delude e ordina la riapertura del caso incaricando la Congregazione Dottrina della Fede di procedere a tutti gli adempimenti con l'affidamento alla Diocesi di Napoli di effettuare un'indagine seria, puntuale e circostanziata.

Nel frattempo Diego ha incontrato il cardinale Sepe, una lunga chiacchierata dove il giovane ha posto una serie di domande ma per la verità il porporato non ha fornito risposte, anzi a tratti si è trincerato dietro un fitto e imbarazzante silenzio.

Sensazioni che lo stesso Esposito ha raccontato nel corso di un'intervista a 'Chi l'ha visto'.

L'unica speranza resta e continua l'attenzione del Vticano e direttamente di Papa Francesco. Per ora nessuno conosce dove sia don Mura, letterlamente scomparso anche in virtù di altre denunce che stanno giungendo di giovani che sostengono di essere stati raggirati e fatti oggetto di attenzioni del sacerdote di Ponticelli.

Ora una domanda è lecita: come sembra il cardinale Sepe rispetto a questo caso non è stato impeccabile, ha agito con superficialità, ha tentato di occultare il caso forse ha coperto insomma è giusto che il suo mandato venga prorogato per altri 24 mesi?

L'arcivescovo compira il prossimo mese 75 anni e secondo il diritto canonino dovrebbe dimettersi e al suo posto essere nominato un nuovo pastore. Ma pare che Sepe abbia impegnato tutte le sue amicizie della Santa Sede per essere prorogato.

 

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