Sign in / Join

Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Caso Alvino-Ultras Napoli. Prima lo minacciano in diretta poi lo costringono a girare un video: "Non montate il caso, volevamo solo il caffè". Digos vuole vederci chiaro

di Arnaldo Capezzuto

 

Se qualcuno nutriva dei dubbi sulle minacce al cronista Carlo Alvino nel corso di una diretta davanti allo stadio San Paolo in occasione della partita Napoli-Torino, ecco quei dubbi sono svaniti.

Il giornalista di Tv Luna è stato minacciato e costretto anche a 'prestarsi' per quieto vivere nel girare un video con gli ultras minacciatori per rassicurare tutti che si è trattato di un fraintendimento.

L'intimidazione perchè di questo si tratta era andata in diretta tv, il microfono era aperto e quindi le parole pronunciate dai tre ultras sono state mandate in onda. Le frasi sono pesanti e la minaccia, l'intimidazione è andata a segno - tanto è vero - che la trasmissione dell'emittente Tv Luna è stata interrotta.

Quelle immagini sono rimbalzate sui social ed è divetata una denuncia virale. Come bloccare la cascata? Come evitare di trovarsi le forze dell'ordine addosso? Ecco che i protagonisti delle minacce attraverso l'agenzia Si Comunicazione concedono un'intervista  e nella sostanza la buttano a scherzare.

Nella sequenza si vede Alvino stretto tra due ultras – gli stessi che lo avevano - in modo brusco - intimidito mentre esercitava il proprio lavoro – ridere e scherzare.

 “State montando un caso che non esiste proprio. Io e Carlo ci siamo cresciuti da bambini, siamo dello stesso quartiere. Non mi potevo mai permettere, me lo sono tirato perchè mi volevo far offrire un caffè”.

Questa la singolare 'uscita' dello stesso personaggio che aveva invece gridato ad Alvino : “Non ti picchiamo, ma spegni tutto immediatamente e vattene via. Subito, hai capito. Vattene”.

Ecco a Napoli, d'ora in poi questa espressione significa : “Offrimi il caffè”.

Nel video riparatore,  l'ultras rassicura : “Carlo  Alvino è nostro amico. E' fratello. Sempre forza Napoli, difende i nostri colori dappertutto. Non montate nessun caso. Ci vogliamo bene”.

E chiude lo stesso Alvino che appare sorridente ma è di circostanza, in realtà sembra impaurito : “Viva la maglia azzurra”. E l'ultras conclude : “Fateci stare tranquilli a lui ed a noi. Lui deve lavorare ed io devo fare il tifo”.

A questo punto occorre approfondire, capire cosa sia accaduto. Le scene sono immortalate nel primo video e non sembra che gli ultras vogliono essere offerti il caffè. Poi c'è il secondo di video che sembra una pezza peggio del buco.

E' giusto che la Digos della Questura di Napoli faccia le dovute indagini d'ufficio anche in assenza della denuncia. C'è una notizia di reato, c'è l'interruzione della trasmissione condotta da Carlo Alvino davanti allo Stadio San Paolo a seguito dell'intervento dei tre ultras. C'è il sonoro e le immagini inequivocabili. Poi le frasi pronunciate e lo sguardo perso di alcuni tifosi che assistono alla scena.

Sindacato e ordine dei giornalisti contribuiscano a fare chiarezza e che la società del Napoli intervenga e spieghi cosa accade nelle curve e tra i gruppi organizzati di pseudo tifosi.

 

Leggi Minacce in diretta tv