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Carta d’identità elettronica, partenza flop

La carta d’identità elettronica si rivela un vero e proprio  flop.

L'obbligo di legge stabilisce che tutti i Comuni devono rilasciare la nuova carta d'indentità. Ma all'appello mancano ancora circa 450 comuni che non emettono il documento di riconoscimento di nuova generazione.

Dal primo gennaio i Comuni dovrebbero emettere solo documenti elettronici ma molti, tra cui anche grossi centri, sono in ritardo. Altri hanno tempi di attesa di mesi, contro i sei giorni previsti dalle norme.

Insomma, sono un totale di 450 enti locali a non rilasciare al cittadino – tra cui anche centri importanti come Palermo, secondo dati del ministero al 31 dicembre.

Altri sono sempre stati in affanno sui tempi di consegna: caso eclatante Roma, che fino a pochi mesi fa obbligava ad attese di tre-quattro mesi, scesi adesso a 70 giorni.

Meglio a Milano che fa attendere poco più di un mese. Peccato che la normativa imponesse tempi di sei giorni per l’ottenimento, come indicato anche sul sito del ministero .

Il cittadino può ancora richiedere la vecchia carta d’identità in caso di urgenza (per esempio se deve viaggiare con quel documento).

Una conferma che bisogna accelerare c’è anche in Legge di Bilancio 2019.

 La Carta d'identità elettronica ha costi variabili da Comune a Comune. In media il costo deve essere di 22,21 euro, che alcuni Comuni possono arrotondare in difetto a 22 euro però ci sono casi di  arrotondamento, illegittimo, a 22,50.

Il tutto dipende da una errata interpretazione di una vecchia norma sulla carta d’identità.

di P.P.M.

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