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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Campania. L'onda grillina travolge la leadership del capogruppo Pd Mario Casillo. Addio alla poltrona di assessore, De Luca pronto a silurarlo

di Arnaldo Capezzuto

Il 'prete' è in silenzio. Neppure una parola. Turbato, pensieroso e contrariato. Qualcuno oggi lo ha avvistato in giro al Centro direzionale di Napoli. Cappotto blu, spalle ricurve, passo felpato e auricolari telefonici penzolanti.

Una manciata di minuti ed è sgattaiolato dall'uscita dell'edificio F13 dove ha sede il Consiglio regionale della Campania- .

Sono ore difficili per Mario Casillo, capogruppo del Pd in Regione e considerato il grande tessitore. Mario è figlio d'arte, suo padre Francesco è stato consigliere regionale e più che altro figura eminente della Dc nella corrente di Ciriaco De Mita.

Un passaggio nella Margherita per poi approdare al Pd. Nel 2010 il babbo ha ceduto il testimone – come nella migliore tradizione familistica democristiana – a suo figlio Mario, che non l'ha deluso. E' alla sua seconda legislatura ed è risultato il consigliere più votato dei Dem con più di 31 mila preferenze.

Il capogruppo del Pd è la spina nel fianco di Vincenzo De Luca e di Fulvio Bonavitacola, ed oggi deve affrontare una situazione complicata, assai. I candidati al Parlamento che avevano in Casillo il proprio riferimento politico non sono stati eletti. Una sconfitta pesante. Una bocciatura netta che potrebbe avere pesanti ripercussioni anche sugli equilibri del Consiglio regionale della Campania.

Mario Casillo non ha mai nascosto le proprie aspirazioni ad occupare un posto in prima fila nella giunta presieduta da Vincenzo De Luca per poi giocarsi un'eventuale candidatura a presidente della stessa Regione Campania. Un gioco di equilibri politici, di pesature, di contrattazioni all'interno dello stesso Pd e alleati.

C'è una certezza: Il Pd a urne chiuse ha preso una batosta clamorosa e ne esce con le ossa rotte. Gli effetti della sconfitta elettorale cominciano ad avvertirsi soprattutto in Campania.

Qui il Movimento 5 Stelle ha fatto cappotto, umiliando un'intera classe politica. In queste consultazioni Mario Casillo ha giocato la parte del leone esprimendo una serie di candidati a lui vicini e congeniali.

Uno spazio di manovra ampio visto anche la retromarcia di De Luca che ha occupato due caselle per suo figlio Piero e garantire il fedelissimo Franco Alfieri.

Le scelte casilliane si sono rivelate perdenti anche per l'inaspettata forza dell'onda pentastellata. La stessa Assunta Tartaglione, molto vicina a Casillo, deputata uscente non è riuscita ad essere rieletta e stamane - nel corso di una accessisima riunione del Pd - ha rimesso il proprio mandato da segretario regionale del partito.

Della partita soltanto Lello Topo è riuscito a tirarsi fuori dalle sabbie mobili e approdare in Parlamento grazie alla candidatura nel plurinominale nel collegio che include anche il Comune di Castellammare di Stabia.

Il consigliere regionale Pd che ha costruito la sua roccaforte a nord di Napoli è stato, infatti, catapultato nel collegio dell’area costiera-vesuviana, dove ha conquistato un posto al sole nel listino bloccato con l’elezione già in tasca. E meno male, visto lo tsunami grillino.

Con Casillo, il politico navigato Topo, ha sottoscritto un patto di non belligeranza e trovato un'intesa che ha resistito. Ma la vittoria dell'ex sindaco di Villaricca e attuale presidente della Commissione regionale sanità non può essere in parte ascritta allo stesso Casillo.

Le sconfitte di Franco Manniello, presidente della Juve Stabia e chiamato a rappresentare il Partito Democratico nel collegio del Senato che va da Sorrento va a Torre del Greco  e di Silvana Somma, candidata alla Camera – entrambi in quota Casillo - hanno dato uno scossone.

Il capogruppo Pd – insomma - ha perso proprio nel suo fortino elettorale, una sconfitta pesante che fa rimescolare le carte allo stesso Governatore che così potrà fermare sul nascere pretese e avere le mani libere per un possibile rimpasto di giunta e così ricompattare la squadra del Pd in Consiglio regionale.

La sconfitta di Mario Casillo, deus ex machina del partito in Campania ormai da diversi anni segna e descrive con drammaticità la crisi di un partito ormai sull'orlo di una crisi di nervi.

Tensioni, paure e timori che stanno venendo fuori con forza in queste ore delicatissime.

A rompere gli indugi è stato il consigliere regionale Gianluca Daniele che su facebook ha postato un duro messaggio.

 

 

“Il voto di domenica ci dà un quadro chiaro ed allarmante della realtà delle cose in Italia, e qui da noi in Campania e a Napoli. Purtroppo, nonostante l’esito catastrofico, si registrano ancora furbizie, ipocrisie e una mancanza di presa d’atto della gravità della situazione”.

Attacca il consigliere Dem: “...Non abbiamo compreso quanto sia fondamentale per una forza di sinistra moderna difendere il lavoro e i suoi diritti. Abbiamo trascurato il presidio del territorio e abbiamo abbandonato i quartieri popolari”. “Ci attende un duro lavoro, per affrontare il quale non serve ricordare 'l’avevo detto'. Adesso – conclude - non ci sono più alibi”.