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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Campania, guerra in Forza Italia. Berlusconi contro De Siano: in provincia esplode la rivolta

di Pietro Di Marco

Berlusconi attacca il coordinatore di Forza Italia Domenico Siano: "stesse facce da troppo tempo". Gira voce che ad Arcore l'ex premier abbia mal digerito il mancato cambio generazionale in Campania. Sempre le stesse persone, sempre la stessa aria. Tra i "trombati" ci sono i nomi di Gianpiero Zinzi, Massimo Grimaldi e Nunzia De Girolamo e Giosy Romano. I soliti nomi non sembrano andargli giù. Paolo Russo, Luigi Cesaro, ma anche gli stessi De Siano e Carfagna. Più che bruciare la sconfitta agli uninominale, arrivati quasi ovunque secondi ai cinque stelle, al cavaliere non ci sarebbe stato un vero e proprio ricambio generazionale.

Qualcuno parla di guerra intestina. Di un De Siano tra due fuochi: il primo quello proprio di Berlusconi e il secondo di Mara Carfagna. Per quanto riguarda il primo, il leader di Forza Italia sa che la colpa anche del suo braccio destro ed avvocato Niccolò Ghedini, accusato da alcuni di aver favorito la Lega. A lui infatti è stato dato il compito di comporre le liste. Qualche settimana prima dal voto, il legale decise di prendere tutti i nomi e sistemarli nei vari collegi. A quanto pare, lo stesso Ghedini ha poi dato mandato a Domenico De Siano di decidere in Campania chi dovesse andare al plurinominale e chi all'uninominale. Decisione che ha  fatto infuriare Nunzia De Girolamo esclusa in un primo momento poi ricollocata al proporzionale nel collegio di Avellino Benevento e in Emilia. Dall'altra parte, De Siano è pressato da Mara Carfagna che chiede la testa dei "traditori". Secondo l'onorevole gli stessi Zinzi e De Girolamo non avrebbero alzato un dito per una adeguata campagna elettorale, portando così il partito alla mezza debacle in Campania.

L’esito delle elezione ha lasciato il segno anche in provincia: nell’area vesuviana e nolana, gli amministratori sono in subbuglio contro De Siano e Pentangelo. Sul piede di guerra i sindaci di Liveri, Raffaele Coppola, di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. Chi ha già salutato il partito di Berlusconi per aderire a Fratelli di Italia è Giuseppe De Simone, presidente del Consiglio comunale di Terzigno, che afferma: “Forza Italia ha mortificato una classe di amministratori locali. Un esempio è la candidatura di Vittorio Sgarbi contro di Maio. Nessuno amministratore di centrodestra era all’altezza di sfidare Sgarbi? “Ora è tempo - spiega De Simone - di riorganizzare il centrodestra in provincia”

Tempi duri, dunque, per il coordinatore regionale che intanto si gode il suo successo preparando le valige per il Senato.