Camorra in Consiglio regionale: scatta il blitz

 In occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Campania del 31 maggio 2015, il clan casertano dei Belforte ha imposto ai candidati, per il servizio affissione dei manifesti, una ditta riconducibile alla moglie del boss. Non solo. La camorra avrebbe anche condizionato il voto favorendo quei candidati disposti a versare nelle casse del clan denaro, buoni pasto e carburante. E' quanto hanno scoperto i carabinieri di Caserta che oggi, coordinati dalla DDA di Napoli, hanno arrestato 19 persone accusate, a vario titolo, di scambio elettorale, estorsione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Tutti i reati sono aggravati dall'uso del metodo mafioso. Dodici arresti in carcere, cinque ai domiciliari e due divieti di dimora. A piede libero ma indagati ci sono Lucrezia Cicia e Domenico Ventriglia. Avrebbero pagato 11.500 euro ad Alberto Russo e Antonio Benenati, per un pacchetto di voti per le elezioni Regionali del 2015. Erano candidati con Forza Italia ma non furono eletti. Dietro le sbarre sono finiti : Giovanni e Agostino Capone, Antimo Italiano, Antonio Merola, Vincenzo Rea, Antonio Zarrillo, Mario De Luca, Roberto Novelli, Rosario Palmieri, Modestino Santoro, Clemente Vergone e Giovanni Gualtieri. Ai domiciliari Pasquale Carbone, Maria Grazia Semonella, Salvatore Vecchiarello e Alberto Russo. Divieto di dimora per Silvana D'Addio e Ferruccio Coppola. In particolare Pasquale Capone e Pasquale Carbone candidati alle elezioni regionali del 2015 in quota Campania Libera siglarono un patto con il clan Belforte.   Avrebbero pagato somme dai 3.000 ai 7.000 euro per pacchetti di voti che sarebbero stati loro assicurati dalla cosca di Marcianise. Un accordo “serio” che prevedeva anche la formula rimborso: lì dove le preferenze sono risultate in numero inferiore a quelle pattuite hanno anche chiesto la restituzione di parte del denaro.