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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Cagliari, esplode una nuova tangentopoli: scattano le manette

 Tangenti per costruire impianti di produzione di energia rinnovabile solare in un'area industriale in provincia di Nuoro. E' quanto scoperto nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Cagliari che ha dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Cagliari, nelle province di Cagliari, Nuoro, Forli' e Modena, nei confronti di 5 persone. Le indagini, condotte sotto la direzione della procura della Repubblica di Cagliari, hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario per la ricostruzione di un episodio di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio. Destinatari del provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari sono, con riferimento all'epoca dei fatti, l'allora amministratore unico di un ente pubblico sardo, il dirigente di riferimento di un consorzio di cooperative avente sede a Bologna, l'amministratore di una societa' cooperativa di Forli' facente parte del suddetto consorzio, un ingegnere e un intermediario.  L'operazione, condotta dal personale dei nuclei di polizia tributaria di Cagliari e Oristano, ha consentito di accertare che, in relazione alla procedura di gara per la progettazione e l'esecuzione di un impianto di produzione di energia rinnovabile solare in un'area industriale in provincia di Nuoro, per un importo complessivo a base d'asta di 9,5 milioni di euro, - la cui "turbativa puo' essere desunta dalle modalita' di indizione del bando di gara e dagli incontri tra gli odierni indagati" scrive nell'ordinanza il gip, "e' stata...provata in modo certo la corresponsione di una tangente", di 89.000 euro, destinata all'ex amministratore unico del predetto ente pubblico sardo, a titolo di "compenso" per il buon esito dell'affare illecito. Le attivita' investigative dei baschi verdi, operate anche con l'ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche nonche' l'acquisizione di documenti e di dichiarazione rese da testimoni, hanno fatto emergere che il pagamento della prima tranche della tangente, a fronte della promessa di una somma di 135.000 euro, sarebbe stata spartita tra l'ex amministratore pubblico, un professionista - prestatosi a fatturare una fittizia prestazione professionale nei confronti della societa' cooperativa, per giustificare l'illecito passaggio di denaro e un intermediario, che ha ricoperto un ruolo determinante all'interno del sodalizio, in quanto e' risultato essere il trait d'union tra il dirigente del consorzio e l'amministratore della societa' consorziata, necessario per far poi veicolare la tangente.