Blitz a Volla contro la colata di cemento, sequestrati 250 appartamenti per un valore di oltre 60milioni di Euro

I nodi vengono al pettine. Volla, spaccato dell'Italia del cemento abusivo, dei comitati d'affari e del sottobosco di interessi  illeciti. Una cemetificazione in barba ad ogni legge, regolamento e normativa.

Interessi convergenti e inquietanti. Stamane il primo blitz della Procura della Repubblica di Nola che indaga da mesi sull'abusivismo nel comune vesuviano dove l'industria del mattone non va mai in crisi.

I carabinieri della Compagnia di Torre del Greco hanno dato esecuzione a cinque decreti di sequestro preventivo aventi ad oggetto più complessi abitativi. Il provvedimento è stato emesso dal GIP presso il Tribunale di Nola, su richiesta della Procura di Nola che ha coordinato l’intera attività investigativa svolta dalla Stazione dei Carabinieri di Volla.

Complessivamente le unità abitative poste sotto sequestro sono circa 250, per un valore
commerciale complessivo superiore ai 60 milioni di euro.

II reato contestato ai vari proprietari-committenti, progettisti e responsabili delle imprese esecutrici dei lavori é di avere realizzato immobili a destinazione abitativa in totale difformita dei permessi di costruire rilasciati e in violazione della normativa urbanistica.

Nello specifico, l’attivita di indagine ha permesso di riscontrare che numerose pratiche edilizie non risultavano conformi alla normativa urbanistica, in quanto a fronte di permessi di costruire regolarmente rilasciati per realizzare complessi immobiliari a destinazione non residenziale (centri medici, parcheggi, servizi scolastici, ecc), come prescritto dalla normativa perché immobili ricadenti in zona "F” con successiva SCIA in sanatoria si é proceduto al cambio di destinazione d’uso di detti immobili ad uso abitativo/ residenziale.

Gli interventi edilizi, posti in sequestro in data odierna, hanno comportato una trasformazione urbanistica del territorio comunale di Volla funzionale, dunque, ad un  utilizzo dell'area a fini residenziali in totale contrasto con la destinazione a servizi di inleresse pubblico impressa dallo strumento urbanistico.

La conseguenza che ne é derivata é un notevole incremento del carico urbanistico.

I complessi immobiliari posti sotto sequestro preventivo sono ubicati in Via Traversa Privata di Vittorio, Via Leopardi, Via Rossi, Via Dante Alighieri, Via Fraustino, Via Sambuco e Piazza Vanvitelli.

L'indagine che ha portato al clamoroso sequestro di stamane è solo alle battute iniziali. Sotto la lente dei magistrati ci sono anche altre edificazioni e più che altro le condotte degli uffici tecnici che hanno permesso questo scempio.

La crescita smodata urbanistica del piccolo comune attraverso trucchi, codicilli, e furbate ha dei nomi e cognomi. Una rete di interessi indicibili dove l'edilizia e la sua filiera sono serviti nel tempo anche a favorire affari di altro genere.

Capitolo a parte è costituito dai flussi economici e dalla compravendita degli immobili realizzati. Non da meno anche il vasto approvvigionamento delle materie prime e della fornitura del ciclo di calcestruzzo.

Una comoda e tradizionale lavatrice per pulire, lavare e immettere denaro proveniente da altri business.

 

di Arnaldo Capezzuto

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