Bimbo disabile dopo il parto «per colpa dei medici»: alla famiglia un milione di euro di risarcimento

Un milione di euro per una vita. Un bambino, che doveva nascere sano ma che diventò disabile a causa di un errore durante il parto, sarà risarcito dall’Asl, con la sua famiglia, con un milione di euro. Nel 2006 il bimbo nacque all’ospedale di Novi Ligure (poi trasferito all’Infantile di Alessandria) dopo 4 ore di travaglio e in mezzo alle difficoltà, per via di un giro di funicolo stretto attorno al collo che gli provocò un arresto cardiocircolatorio al momento della nascita.

Rianimato e sopravvissuto, pochi giorni dopo i pediatri notarono nel piccolo una scarsa reattività e una riluttanza a succhiare il latte: tetraparesi spastica distonica, la diagnosi, una patologia che ha segnato per sempre la sua vita e quella della sua famiglia. Se all’epoca i parenti avevano provato a mettere i medici davanti alle loro responsabilità dal punto di vista giudiziario, è stato col passare degli anni che le difficoltà crescenti hanno portato Asl e i legali a pensare - e concludere - una transazione economica, con appunto un milione di euro di risarcimento danni al bambino, ora quasi adolescente, e ai familiari.

Transazione arrivata grazie ad una consulenza di un primario di Genova, Francesco De Stefano, che ha rilevato gli errori dei sanitari al momento del parto, in particolare la mancanza di ossigeno per un tempo prolungato che ha provocato la patologia: per il medico si doveva intervenire subito col taglio cesareo, anziché perdere tempo provocando così danni irreversibili al neonato.