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Berlusconi: "La coalizione di centro destra punta al 45 per cento. I grillini rappresentano il peggior giustizialismo, c'è da avere paura"

Di Pier Paolo Milanese

"Sono intimamente e assolutamente convinto, e tutti i sondaggi rafforzano le mie convinzioni, che stiamo raggiungendo la quota del 40% che dovrebbe garantire la maggioranza assoluta, ma io punto piu' in alto. A un 45% globale nella coalizione".

Così il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ospite a Circo Massimo, su Radio Capital.

E' un Berlusconi a tutto campo che parla anche del simbolo e dice: "Io sono il presidente di Forza Italia. Non l’ho voluto io il nome nel simbolo, ho accettato la decisione dei dirigenti di Forza Italia. Diciamo che questo simbolo ha il valore di un auspicio, di una speranza". Il nome sul simbolo inoltre, spiega "indica che Berlusconi è il leader carismatico e incontrastato di Fi".

L'ex premier dedica una stoccata al leader del Pd :"Non ricordo di aver mai definito Renzi il mio erede. Renzi ha avuto il merito di rompere davvero con la storia post-comunista, ma non è riuscito a sostituirla con un’altra anima e un’altra identità: il PD è ridotto a un semplice gruppo di potere, senza valori e senza prospettive".

E poi: "La crisi del PD, non è responsabilità solo di Renzi, è la crisi della sinistra che non è in grado di rispondere alle nuove esigenze del 21° secolo - spiega Berlusconi - In tutta Europa è come in Italia: l’alternativa è fra moderati, liberali, cristiani che si riconoscono nel PPE, e i movimenti ribellisti, pauperisti, giustizialisti".

Poi il leader di FI risponde a chi nel passo indietro del governatore Roberto Maroni vede forse una strada per palazzo Chigi. "Lo escludo nella maniera più assoluta: se ha questi motivi personali, queste ragioni famigliari che lo hanno spinto a scegliere di non candidarsi è assolutamente impensabile che si possono ipotizzare per lui dei ruoli politici e tantomeno nel governo futuro".

Sempre nell'ambito delle disponibilità delle candidature parla anche di Maurizio Gasparri: "Penso che Gasparri possa essere un ottimo candidato per la regione Lazio con la sua esperienza politica e la sua esperienza di cittadino del Lazio, ma siamo ancora distanti da una decisione definitiva".

E non mancano bordate contro il Movimento 5 Stelle che sembra il vero nemico giurato dell'ex premier: "I grillini assegnerebbero responsabilità di governo a magistrati che sono i portabandiera del peggiore giustizialismo e dell'uso politico della giustizia. Insomma, c’è da aver davvero paura. Ma noi li fermeremo".

"Nella nostra Capitale sono  l'emblema di quello che accadrebbe se loro governassero". "Per non parlare dei nomi inquietanti di alcuni magistrati" ai quali andrebbero incarichi, sono i "porta bandiera del peggior giustizialismo. Sono un pericolo grave, c'e' da avere paura", ha aggiunto.

E risponde a muso duro a chi lo ritiene una minaccia per l'economia: "E' una stupidaggine colossale. Questa affermazione non merita nemmeno una risposta".

E infine un desiderio:  "Magari, magari, a chi non piacerebbe avere Mario Draghi alla guida dell'Economia, ma io non l'ho candidato e non voglio che su questa cosa vengano fatte delle strumentalizzazioni. Ho fatto il nome di Draghi per indicare il profilo di un futuro, possibile, ministro del governo di centrodestra. Non mi risulta purtroppo che il presidente della Bce sia interessato ad avere un ruolo di governo".

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