Beppe Grillo 'avvisa' il capo politico : "Il M5S smetta con il politichese e diventi martire del cambiamento"

Beppe Grillo 'avvisa' il capo politico : "Il M5S smetta con il politichese e diventi martire del cambiamento"

“Sono stufo delle messe cantate, della retorica delle frasi fatte, di questo modo di comunicare da casta attribuendo le colpe sempre a quelli di prima. Il Movimento 5 Stelle di cui sono fondatore e il garante, deve tornare alle origini, immaginare il futuro, offrire orizzonti nuovi alla gente, far prevalere i nostri temi come l'ambiente, le fonti rinnovabili, l'acqua pubblica, la legalità. Dobbiamo impegnarci sulle nostre battaglie quelle per cui la gente ci ha votato e ci segue. Siamo al governo, abbiamo delle responsabilità, dobbiamo pensare al bene comune, occorre essere seri e martiri nelle istituzioni”.

Beppe Grillo alza la voce, parla con chiarezza centellinando le parole, sottolineando con il tono della voce alcuni passaggi ritenuti fondamentali.

Il discorso di Grillo è preciso, analitico e approfondito. Leggendolo in filigrana sembra un primo bilancio - non proprio soddisfacente -  dei primi 12 mesi di governo.

Grillo non è contento del percorso che ha intrapreso il 'suo' Movimento. Non ha intenzione di 'commissariare' il capo politico Luigi Di Maio ma nel summit dell'Hotel Forum a cui ha partecipato lo stesso Di Maio e Davide Casaleggio, c'è la richiesta esplicita di cambiare marcia e linea.

Il comico genovese in più passaggi ha ricordato come il Movimento 5 Stelle sia nato per realizzare e attuare una rivoluzione epocale nella vita del Paese e non diventare un partito per la restaurazione.

Le aspettative sono tante e c'è un mondo fuori dal web e dai social che ha affidato speranze, sogni e attese al Movimento riconoscendolo come l'unica forza nuova, di rottura, di discontinuità con il vecchuo sistema di potere.

Essere all'altezza della missione e cominciare a cambiare la natura stessa del Movimento, strutturandolo, organizzandolo e derogando qualche regola come i due mandati elettivi e le alleanze elettorali.

C'è da rendere più frequente e liturgico l'uso della piattaforma Rousseau, coinvolgere il 'popolo grillino' farlo contare nelle decisioni, nelle scelte, nei progetti, renderlo protagonista e includerlo.

La strigliata di Grillo avrebbe scosso Di Maio, in sostanza, vincerebbe l'impostazione ortossa quella dei duri e puri alla Roberto Fico ma con una propensione a trattare con l'alleato però imponendo l'agenda delle cose da fare.

La deriva governista impressa da Luigi Di Maio, il soggiacere come strategia ai voleri e alle politiche della Lega, il controllo millimetrico e verticistico del Movimento, il cerchio magico che fa il bello e il cattivo tempo sta indebolendo il progetto

Nelle parole di Grillo c'è un convinto stop a Di Maio.

Ora occorre capire cosa accadrà e se l'enfant prodige di Pomigliano d'Arco possegga le capacità, la credibilità, la legittimazione di dare una sterzata alla barca a 5 Stelle prima che affondi.

di Arnaldo Capezzuto