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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Assofarm: Al via nuove remunerazioni per farmacisti. "Vanno pagati per i servizi resi e non per i costi dei farmaci"

Revisione della 124 e della 405, nuova remunerazione, convenzione, Ecm sugli innovativi, gestione cronicità e ritorno della maggior farmaci nella distribuzione in farmacia. Questi i 7 punti nell'agenda di lavoro che Assofarm intende portare all'attenzione del nuovo Parlamento e delle Regioni. Soprattutto al centro delle trattatevi nuovi patti per remunerazione e convenzione. La prima è «la priorità assoluta» per la categoria: «Una nuova remunerazione, poggiante su un nuovo rapporto tra cittadino e SSN attraverso la farmacia stessa, dovrebbe essere il più grande contributo che la farmacia darebbe alla sfida del contenimento della spesa». Sul fronte della convenzione vanno riconosciuti «economicamente i nuovi impegni che rispetto a vent'anni fa le farmacie hanno assunto de facto». Secondo Gizzi tali impegni «vanno maggiormente tutelati, è certamente positivo che l'ultima legge di stabilità abbia previsto 36 milioni di euro in tre anni previsto per le farmacie, a patto però che essi non finiscano come i 200 stanziati in passato per la farmacia dei servizi e poi trattenuti dalle Asl per creare le Case della Salute». Altro obiettivo è riportare tutti i farmaci in farmacia: «Non vi sono limiti scientifici di sorta che impongano la distribuzione di alcuni farmaci in ospedale e non in farmacia. La riforma della remunerazione come da noi intesa farebbe venir meno anche i limiti economici: se il farmacista fosse remunerato in base al servizio offerto e non al prezzo del farmaco, poco importerebbe l'entità di quest'ultimo». Ultimo punto la formazione sugli innovativi: «Quanto appena detto è attuabile solo se i farmacisti territoriali verranno adeguatamente formati a somministrare una nuova generazione di farmaci biotech che fino ad oggi sono stati ad appannaggio dei loro colleghi ospedalieri».