Assenze per malattia, da settembre controlli serrati dell'Inps. Tutte le novità

Il polo unico della medicina fiscale partira' dal primo settembre, con una 'fase ponte', anche nel caso in cui non sia stato ancora firmato l'accordo tra l'Inps e i sindacati per regolare il rapporto di lavoro dei medici. E' quanto si legge nell'atto di indirizzo che segue la riforma Madia, che estende alla P.A la competenza dell'Inps. Fino a che non ci sara' l'intesa si applica "la vigente disciplina", garantendo "la disponibilita' ad effettuare gli accertamenti medico-legali domiciliari per le assenze per malattia nelle fasce orarie stabilite per i dipendenti sia del comparto pubblico, sia di quello privato". Fasce che per ora sono diverse ma saranno omologate con un decreto ad hoc. Oggi sono previste quattro ore al giorno per il settore privato (dalle 10 alle 12 la mattina e dalle 17 alle 19 la sera) e sette per il pubblico .

Il nuovo testo del pubblico impiego stabilisce, infatti, la competenza esclusiva in capo all'Inps sui controlli medico-legali, mentre finora per la P.A in campo ci sono state le Asl. La novita' parte dal primo settembre e nella scuola a decorrere dall'anno scolastico 2017-2018. L'obiettivo, spiega l'atto di indirizzo, un testo di tre pagine, e' quello di "uniformare e migliorare l'efficienza del sistema degli accertamenti". La convezione, di durata triennale, che regolera' il rapporto tra l'Istituto di previdenza e i medici del settore, "dovra' essere stipulata entro il 31 agosto". In caso di ritardi l'atto di indirizzo prevede una "disciplina transitoria", come gia' delineato dal decreto Madia.

Quanto all'individuazione dei medici per lo svolgimento delle visite, "occorre garantire il prioritario ricorso" a quelli iscritti alle cosiddette liste speciali ad esaurimento, ma saranno anche previste "procedure selettive pubbliche e trasparenti" in cui oltre a garantire la copertura capillare sul territorio, "si potra' riconoscere e valorizzare con apposito punteggio la professionalita' maturata" dai medici che rientrano in tre categorie: gli iscritti alle liste Inps dopo il 2007, coloro che hanno svolto un'attivita' analoga presso le Asl, come liberi professionisti (seppure all'interno di precisi paletti), i medici convenzionati esterni con l'Inps da almeno 36 mesi negli ultimi cinque anni. Le convenzioni stabiliranno, tra l'altro, "i criteri e i casi di incompatibilita', anche in relazione alle funzioni di certificazione delle malattie".