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Assalto finale a Raqqa, la capitale dell'Isis: parte il conto alla rovescia degli alleati

Per l'assalto finale a Raqqa, la capitale dello Stato Islamico (Isis) nel nord siriano, sembra profilarsi una vera e propria gara tra i ribelli sostenuti dagli Stati Uniti e le forze del regime di Damasco. L'obbiettivo di questa gara non è solo la fine dell'epopea del califfato nero ma anche e soprattutto il futuro assetto di un Paese distrutto da un conflitto che dura ormai da oltre sei anni.

Da ieri Tabqa, strategico feudo dei jihadisti a cinquanta chilometri a ovest di Raqqa è caduta nelle mani delle forze di "Siria Democratica" (SDF), un'alleanza curdo-araba dominata dalle Unità di Difesa del Popolo curdo (YPG) e sostenuta da Washington. Oltre a Tabqa, l'alleanza di ribelli ha preso il controllo della vicina grande diga cittadina, vitale per gli approvvigionamenti di elettricità e acqua alla “capitale” del Califfato. In generale, dal lancio nel mese di novembre dell'offensiva denominata "l'Ira dell'Eufrate", le forze di SDF, sostenute dal cielo dagli aerei Usa, hanno conquistato estesi territori della provincia di Raqqa ed ora si trovano ad appena otto chilometri dal capoluogo pronti per l'assalto finale. Assalto che viene considerato imminente dagli analisti soprattutto all'indomani dell'annuncio di Washington di voler rafforzare ulteriormente il suo sostegno, fornendo armi alle Unità di Difesa del Popolo curdo (YPG) che costituisce l'ossatura principale di SDF.