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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Assalti a mitragliate contro furgoni portavalori, sgominata la gang

Non erano 'semplici' rapine ma atti di guerriglia. Azioni di tipo militare, strategie precise e ruoli ben definiti. Gente addestrata e definita 'esperta' nell'uso delle armi pesanti.

Una gang molto affiatata, che metteva a segno colpi mirati. Ormai si erano specializzati nel bloccare i portavalori e ripulirli mettendo in conto il rischio e la probabilità di sostenere violenti conflitti armati con la scorta delle guardie giurate e consci di avere a che fare con mezzi blindati, radar satellitari e registrazioni video.

Dopo una lunga attività investigativa sono finiti in manette otto persone grazie all'ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre peraltri due è stata applicata una misura restrittiva non cautelare.

Le indagini condotte dall'aliquota operativa della compagnia carabinieri di Casoria e coordinate del pm titolare dell'indagine, Francesco Cirillo, sono state avviate a dicembre del 2016 in occasione di una rapina consumata ai danni di una società di trasporto di valori, lungo la strada provinciale di Caivano-Acerra.

In quella circostanza, almeno sette uomini, di origine italiana, armati di pistole, fucili e di un kalashnikov, tutti a volto travisato, avevano assaltato un furgone portavalori portando via 20.000 euro circa, senza riuscire a raggiungere il ben più sostanzioso contenuto della cassa.

L'analisi dei sistemi di videosorveglianza e le testimonianze dei presenti, consentirono di orientare le indagini sugli arrestati e di accertare che i componenti dell'associazione svolgevano una costante attività di raccolta di informazioni e pianificazione dei delitti con contestuale approvvigionamento di ogni equipaggiamento necessario per effettuare rapine a furgoni portavalori ed altri importanti obiettivi.

Nel corso delle attività, a febbraio del 2017, i carabinieri di Casoria intercettarono e bloccarono un furgone in transito condotto da uno dei membri dell'associazione che riuscì a fuggire nelle campagne circostanti e fu poi recuperato dagli altri della banda.

All'interno del veicolo i carabinieri rinvennero alcuni borsoni contenenti quattro giubbetti antiproiettile, due fucili mitragliatori AK47, una pistola semi automatica, una mitragliatrice UZI, un fucile a pompa e varie munizioni destinati ad un impiego imminente.

In un caso uno dei capi dell'organizzazione, sottoposto alla sorveglianza speciale di Ps, fu arrestato perché, in compagnia di un altro soggetto del gruppo, aveva abbandonato il comune di residenza per partecipare ad una rapina.