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Arriva il Bonus Pannolini per Bimbi fino a 3 anni e anziani: 56 euro al mese su tessera sanitaria. Come fare

Arriva il Bonus Pannolini per Bimbi fino a 3 anni e anziani: 56 euro al mese su tessera sanitaria. Come fare

A chi si rivolge il bonus pannolini proposto dal Centro di Ricerche sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale (CERGAS SDA) dell’Università Bocconi? A tutte le famiglie che hanno un anziano incontinente in casa e quindi affrontano la spesa per i pannoloni e alle famiglie con minori di 3 anni per affrontare le spese di pannolini. La misura peraltro è già realtà in alcune Regioni, ad esempio in Piemonte.

Bonus pannolini: quanto a famiglia?

L’idea di fondo è aiutare le famiglie a sostenere la spesa per l’assistenza agli anziani incontinenti contribuendo alla spesa per i pannoloni, e coprire in parte quella per i pannolini neonati. Secondo le stime (si parla di oltre 4,5 milioni di persone incontinenti), grazie al bonus pannoloni su base nazionale, le famiglie interessate risparmierebbero fino a 9 milioni di euro l’anno (il tutto senza costi aggiuntivi per la sanità pubblica).
Il coordinatore del progetto Francesco Longo, del Dipartimento di Analisi delle Politiche e Management Pubblico della Bocconi ha spiegato che “Il Ssn spende 355 milioni di euro l’anno per fornire a 1,15 milioni di pazienti solo i due terzi dei pannoloni di cui hanno bisogno, spesso di scarsa qualità, costringendo le famiglie a sborsare di tasca propria oltre 280 milioni”. Inoltre il bonus potrebbe aiutare anche le famiglie con i figli piccoli nella spesa dei pannolini.

Se dovesse essere esteso in tutta Italia il bonus pannoloni del Piemonte, alle famiglie sarebbe riconosciuto un importo compreso tra i 9 e i 56 euro per ogni paziente o bambino da spendere mensilmente utilizzando la tessera sanitaria. In questo modo, continua Longo, “la spesa pubblica resta invariata e pari a 27 milioni di euro al mese, ma si darebbe a ciascun paziente la libertà di utilizzare il proprio budget scegliendo il prodotto più adatto alle proprie esigenze tra una pluralità di fornitori accreditati”.

Per quanto riguarda in particolar modo gli anziani, il modello classifica i pazienti in base alla gravità della patologia, puntualizza Marzio Zullo, esperto dell’Associazione Italiana di Uroginecologia (Aiug) e individua all’uopo “quattro livelli di incontinenza a ciascuno dei quali corrisponde un’indicazione sulla tipologia e il fabbisogno stimato di pezzi”.