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Testata giornalistica - Registrazione Tribunale di Napoli 19/2017

Appello della base del M5S a Di Battista :
"Scendi di nuovo in campo"

E' un tripudio. Le truppe pentastellate hanno il morale a mille. Orgoglio e ritorno alle origini. La sfuriata in Tv di Alessandro Di Battista - per ora in esilio volontario - è stata accolta con gioia dalla pancia del Movimento.

E' una pioggia di commenti e entusiamo via Social.

Angela scrive: “Ale con te la politica diventa magia, non imbroglio ma magica attrazione. Dibba forever”. E Luigi : “I sondaggi veri premiano i 5 Stelle, non scambiate la percentuale Lega con la nostra”.

Sulla stessa linea Francesca: “Ti ho seguito in prima serata.... Ale abbiamo bisogno della tua tenacia e sopratutto dei tuoi modi di schiaffare in faccia tutto ciò che senti tu ma anche noiiiiiiiiiiiii”. E poi c'è Natalia: “Il Movimento non ha bisogno di essere salvato. Non è in pericolo perchè gli italiani sono con loro”. E Andrea : “Da un grande potere derivano grandi responsabilità....e tu hai grandi qualità Alessandro....hai la responsabilità e il dovere di tornare...c’è bisogno di gente come te in politica...”.

Tocca a Francesco sintetizzare il senso comune dei grillini: “Oggi, mai come prima, il Movimento ha bisogno di te. Scendi di nuovo in campo”.

E' la torcida pentastellata che fa il tifo per la terza via quella incarnata da Alessandro Di Battista, una linea politica diversa dal simbiotico – solo sulla carta – Luigi Di Maio e il troppo sinistrorso e ortodosso Roberto Fico. Ieri sera sui teleschermi de La 7 il Dibba nazionale ha tolto la maschera, mettendo da parte il buon viso a cattivo gioco.

Di Battista è uscito allo scoperto e punto come non mai. Un segnale forte, inequivocabile e necessario rivolto al popolo grillino.

L'uscita schioppettante dell'ex deputato del Movimento 5 Stelle, in collegamento dal Guatemala con la trasmissione 'Otto e mezzo', ha lasciato sul tappeto morti e feriti e rischia seriamente di incrinare l'alleanza già precaria con la Lega di Matteo Salvini.

L'affondo - in diretta tv - parte improvviso e sono vere e proprie stilettate contro l'ipocrisia e il bizantinismo diplomatico del leader dei pentastellati, Luigi Di Maio.

“Io non devo difendere il governo per forza, sono un libero cittadino”. “Salvini è pompato dal sistema mediatico”. Poi il vero e proprio attacco a testa bassa del Dibba nazionale: “La Lega deve restituire i 49 milioni di euro fino all'ultimo centesimo, che c'entra il processo politico? Se fossi un militante della Lega chiederei la restituzione di ogni singolo centesimo perchè sono soldi miei. Le sentenze si rispettano, quindi restituiscano il maltolto. Punto”. E poi l'invito quasi provocatorio: “Fate come il Movimento, si può fare politica con le donazioni, ma le sentenze si rispettano”. Di Battista è un fiume in piena ed esonda quando senza giri di parole sbotta: “Fa comodo descriverci come 4 sfigatelli che si fanno dettare la linea da Salvini. I 5 Stelle hanno il 37 per cento dei deputati alla Camera”.

Il testo sottinteso è che i numeri che contano non sono quelli dei sondaggi, ma quelli per far passare le leggi e i provvedimenti. Traducendo senza il Movimento 5 Stelle, il tracotante Matteo Salvini non va da nessuna parte. Un attacco frontale alla Lega e un avvertimento non tanto velato al leader e compagno di tante battaglie Luigi Di Maio che nel Movimento 5 Stelle c'è anche lui ed è pronto a ritornare e inaugurare una sorta di terza via.

Di Battista dosa poi le parole, vira precipitosamente e si allinea sulle posizioni del portavoce nazionale Di Maio ma il siluro-segnale-avvertimento è stato lanciato.

E si fa sempre più fitto e enigmatico  il silenzio del garante nazionale Beppe Grillo.

di Arnaldo Capezzuto